Il problema dei Ctu nella giustizia all’italiana

In attesa di riformicchie stiracchiate e, con il segreto intento di fare fallire i referendum sulla giustizia promossi a suo tempo dal Partito radicale e dalla Lega di Matteo Salvini, il dibattito sulla giustizia langue o si riduce alla solita autoreferenzialità del Partito delle procure. Tra gli addetti ai lavori però adesso c’è ancora più malessere di quando scoppiò il cosiddetto Caso Palamara, che in realtà avrebbe dovuto chiamarsi caso Anm-Csm. E tra i mille scandali che hanno caratterizzato questo ultimo periodo, tra cui quello ancora irrisolto della cattiva gestione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, ci sarà presto quella che in gergo si chiama una new entry. E cioè la Vexata quaestio dei consulenti tecnici di ufficio, in gergo Ctu, spesso scelti dalle procura con criteri non trasparenti e che di fatto possono condizionare tanto l’andamento quanto la durata di qualsiasi processo, penale, civile o amministrativo che sia.

Considerati chissà perché come “persone che risolvono i problemi” – e che quindi devono avere quasi carta bianca alla stregua del noto personaggio di Mr. Wolf (Harvey Keitel) nel noto film di Quentin Tarantino, Pulp Fiction – i Ctu del settore penale nel tempo si sono specializzati in perizie che hanno due caratteristiche: sono spesso “ideologiche”, come nei processi che riguardano i presunti rapporti tra mafia e politica o il terrorismo nero degli anni Settanta e Ottanta, e “attaccano l’asino dove vuole il padrone”, cioè il pm che dà loro da lavorare e con ottima quando non spropositata retribuzione.

In realtà, molti magistrati della pubblica accusa, cui la legge dà il compito di coordinare indagini di polizia giudiziaria e che spesso essendo giovani alle prime armi non sono nemmeno in grado di condurre, di fatto delegano tutto alla perizia di questi consulenti che diventano i signori del dibattimento. Tutto ciò estromettendo di fatto la polizia giudiziaria vera e propria che negli anni si è ridotta a fare da passacarte dei teoremi di questo o di quel rappresentante della pubblica accusa, quando non del suo Ctu di fiducia. Gli addetti ai lavori di cui sopra, quelli che non vanno in tivù nei talk-show a spararla grossa, hanno le mani nei capelli: tra le tante riforme da affrontare, possibile che nessuno mai pensi a quella sul ruolo e sulle regole d’ingaggio di questi benedetti (o maledetti) consulenti tecnici di ufficio?