Referendum: boicottiamo i boicottatori

L’unico strumento, non mediato della politica, che rappresenta la volontà popolare è il referendum! Il 12 giugno prossimo si voteranno i referendum popolari che sono stati ammessi dalla Corte costituzionale presieduta dal professor Giuliano Amato. I quesiti ammessi riguardano:

– la riforma del Consiglio superiore della magistratura (Csm);

– la separazione delle carriere dei magistrati sulla base delle distinzioni tra funzioni giudicanti e requirenti;

– i limiti agli abusi della custodia giudiziaria;

– l’abolizione della legge Severino.

Se non interverranno variazioni dell’ultima ora, si voteranno i quesiti referendari in un solo giorno insieme alle elezioni amministrative. Per la prima volta, si voterà in un solo giorno (election day) rispetto ai due giorni previsti nelle precedenti consultazioni referendarie. La data del 12 giugno e le votazioni in un solo giorno possono compromettere l’esito finale, per il fatto che si rischierà di non raggiungere il quorum della metà più uno degli aventi diritto. Tutto questo è un vero e proprio boicottaggio perpetrato dalla politica per far fallire i referendum.

Gli ostacoli posti alla consultazione popolare sono cominciati con la bocciatura da parte della Corte costituzionale di due quesiti trainanti per gli elettori ovvero la responsabilità civile dei magistrati e la cannabis legale. Per sabotare i referendum si è continuato con l’inaudita scelta di votare in un solo giorno e con il silenzio assoluto dei media nazionali. Per la prima volta il presidente della Corte costituzionale ha voluto illustrare la motivazione – excusatio non petita – che ha indotto la Corte a bocciare i due quesiti. Le ragioni addotte dal “dottor Sottile” non mi hanno convinto. Ciononostante, non dobbiamo arrenderci, dobbiamo lottare per portare al voto gli italiani. Boicottiamo i boicottatori!