Dividi et impera

Il Partito Democratico, nonostante abbia perso tutte le elezioni politiche dopo l’Ulivo di Romano Prodi, ha sempre governato l’Italia fatta eccezione la breve parentesi dell’Esecutivo giallo-verde, attraverso le alchimie di Palazzo e con il supporto dei Presidenti della Repubblica, tutti di area, che si sono succeduti al Quirinale da Giorgio Napolitano a Sergio Mattarella.

Diciamolo chiaro: sono stati bravi, perché hanno saputo sempre sfruttare le divisioni del centrodestra. La strategia adottata negli anni è sempre la stessa. Ovvero creare divisioni nei partiti di centrodestra. Il primo a subirne le conseguenze fu Silvio Berlusconi. Il Capo dello Stato di allora, Oscar Luigi Scalfaro e la grande stampa crearono le condizioni perché il segretario politico della Lega, Umberto Bossi, ritirasse il suo sostegno al primo Governo Berlusconi. L’azione concentrica della magistratura politicizzata e la stampa schierata contro il Cavaliere obbligarono alle dimissioni Berlusconi. E fu creato il primo Governo tecnico “del Presidente”, presieduto da Lamberto Dini.

Il metodo vincente è stato replicato con l’assalto da parte della magistratura nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini, che da ministro dell’Interno si è reso responsabile di “sequestro di persone e rifiuti di atti d’ufficio per aver impedito lo sbarco di 147 migranti” per i fatti della Open Arms. Salvini, quindi, è imputato per aver contrastato l’immigrazione clandestina nella sua alta funzione di ministro degli Interni e nella difesa dei confini della nazione.

Adesso è il momento della presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. I sondaggi danno al suo partito il primo posto con oltre il 22 per cento dei voti potenziali, ma lei è attaccata per aver gravitato nell’organizzazione giovanile che faceva riferimento al Movimento Sociale italiano. E quindi antropologicamente inadatta a poter governare il Paese. La strategia è quella di cercare di staccare i “centristi” dalla Meloni e da Salvini.

Urge un incontro chiarificatore tra Forza Italia, la Lega e Fratelli d’Italia per pianificare il programma elettorale per la prossima legislatura: se non si suicidano, è dato per vincente sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica. Si potrebbe finalmente ritornare a un Governo che è la diretta espressione della volontà popolare nelle urne. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum!