Statisti e opportunisti

Dalla “discesa in campo” di Silvio Berlusconi il suo movimento è stato utilizzato da personaggi che hanno scelto Forza Italia non per convinzione politica, ma per fare carriera politica. Puro opportunismo. L’elenco è lungo. Tutti i voltagabbana, però, hanno avuto brevi momenti di gloria. Sono state vere e proprie meteore. Quando hanno cercato, blanditi dai nemici di Silvio Berlusconi, di mettere in discussione la sua leadership, si sono puntualmente eclissati. Nelle varie fasi storiche di Forza Italia, gli opportunisti del momento si sono smarcati nei momenti di maggiore difficoltà del Cavaliere, nel tentativo di raccogliere l’eredità politica o di svuotarne l’elettorato. Ciò nonostante, il Presidente è sempre in sella e continua a essere centrale nella politica italiana.

Continuano a non capire che Forza Italia è legata al suo fondatore, che è il vero portatore di voti e che lascerà l’eredità politica a chi saprà coltivarne i valori liberali. Anche in questa legislatura, soggetti che devono tutto al fondatore del centrodestra hanno cercato di sfruttare quei momenti di difficoltà, compresa la salute del Cavaliere, per scalare il partito. I risultati di questi tentativi di defenestrazione del presidente Berlusconi sono sotto gli occhi di tutti. Come la creazione dall’alto di partitini che hanno raggiunto, nei momenti migliori, percentuali da prefisso telefonico. Gli ultimi arrivati sono i ministri di questo Governo in quota Forza Italia, che fortunatamente non sono stati scelti dal Presidente ma direttamente dal tecnocrate che guida il Paese. In particolare Mariastella Gelmini e Renato Brunetta, che sono diventati governisti a ogni costo. Se Silvio Berlusconi, dall’alto della sua esperienza politica, fa delle dichiarazioni di assoluto buonsenso in merito all’esigenza di cercare una soluzione negoziata alla crisi russo-ucraina, viene attaccato dai ministri di Forza Italia.

Evidentemente la storia non insegna. Le sue scelte strategiche adottate in politica estera sono, ex post, risultate lungimiranti. Oggi gli opinionisti che lo attaccavano gli danno ragione in riferimento alla storica stretta di mano a Pratica di Mare tra George Walker Bush e Vladimir Putin. Senza dimenticare la partecipazione subito dopo della Federazione Russa al G8, la presenza della Russia al Consiglio d’Europa, l’accordo di amicizia con la Libia di Muammar Gheddafi, le buone relazioni con la Turchia del primo Recep Tayyip Erdogan.

Gli opportunisti pensano alle loro poltrone, gli statisti alle prossime generazioni”.