Amministrative: i voti si pesano, non si contano

Le divisioni nei partiti di centrodestra, è definitivamente acclarato, condannano la “coalizione” alla sconfitta elettorale. Non è evidentemente giovata l’esperienza negativa alle precedenti elezioni amministrative nelle grandi città come: Milano, Roma e Napoli. In particolare a Roma e Milano, città in cui con candidature unitarie forti come Guido Bertolaso e Gabriele Albertini, i risultati sarebbero stati decisamente diversi.

Nelle due tornate amministrative ha prevalso, nei partiti di centrodestra, la logica di appartenenza piuttosto che gli interessi della coalizione, che deve avere come imperativo il raggiungimento dell’obiettivo di vincerle le competizioni elettorali.

Con la maggioranza degli elettori che si astengono dal voto è relativamente facile, per un partito che riesce a mobilitare il proprio elettorato, vincere le elezioni con numeri che rappresentano poco più di un quinto degli aventi diritto. Non tutti i mali vengono per nuocere. Sembra finalmente che i leader del centrodestra abbiano compreso che la competizione negativa tra alleati è deleteria.

All’elettore moderato non interessa chi viene scelto come candidato, vuole che la coalizione esprima il candidato, capace e competente, che ha più chance di vincere! Non gli interessa se è espressione della Lega, di Forza Italia o di Fratelli d’Italia.

Basta osservare l’evoluzione delle intenzioni di voto per Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia nei sondaggi politici. Le preferenze hanno premiato alternativamente le forze politiche della coalizione, fortunatamente, spostandosi sempre all’interno dei partiti di centrodestra.

In assenza di accordi tra i leader l’elettorato moderato sceglie l’astensione dal voto e quindi risultano vincenti i candidati di sinistra. Speriamo che l’errore clamoroso non si ripeta alle prossime Regionali e alle Politiche!