Mario Draghi: bocciato in economia e concorrenza

Il professor Mario Draghi, prima come governatore della Banca d’Italia e dopo della Banca centrale europea, avrebbe bocciato la politica economica attuata dal Governo che porta il suo nome. Un tecnocrate, che presiede un Esecutivo con una larghissima maggioranza, ha proseguito le politiche dei governi Conte 1 e Conte 2, sostanzialmente, con gli scostamenti di bilancio e moltiplicando i bonus che hanno ulteriormente fatto crescere il debito pubblico cattivo ovvero le spese correnti dal sapore squisitamente clientelare, come qualsiasi politico che pensa alle prossime elezioni. Avrebbe potuto, nelle condizioni date, attuare politiche di risanamento delle finanze pubbliche, concentrando le risorse solo per investimenti produttivi e per sostenere i veri poveri. In sostanza, quello che avrebbe consigliato da banchiere centrale. La proposta di un tetto al prezzo del gas e del petrolio contrasta con i più basilari principi di un’economia di mercato: fissare un price cap (odio gli inglesismi) è come se l’Europa avesse il potere di determinare un monopolio d’acquisto. I produttori venderebbero ad altri Paesi la loro energia. Fissare i prezzi ha il sapore dei piani quinquennali di sovietica memoria.

Un profondo conoscitore dell’economia, qual è il presidente del Consiglio pro tempore, sa bene che stabilire i prezzi su un determinato bene di fatto crea le condizioni perché lo stesso prodotto sarà sempre venduto al corrispettivo massimo fissato a prescindere dalla domanda e dall’offerta. Più che una proposta concreta sembra un messaggio politico subliminale ai cittadini e alle imprese che ne stanno subendo gli effetti devastanti. Stiamo “diversificando” i fornitori del gas per non essere dipendenti dal gas russo. Abbiamo riscontrato che i prezzi sul mercato superano quello russo e quindi è necessario stabilire un tetto. Professor Draghi, solo la concorrenza sui mercati e l’eventuale contenimento della domanda riduce il prezzo. Tutti gli altri metodi sono palliativi che hanno il fiato corto!

p.s.: la Sonatrachazienda di Stato algerina – vuole rivedere i prezzi, ovviamente al rialzo, del proprio gas. Come volevasi dimostrare.