Le mine al Governo di centrodestra

Il Governo di centrodestra non si è ancora insediato ed è già iniziato il tentativo di boicottare il risultato delle urne, da dove il corpo elettorale ha conferito un chiaro e inequivocabile mandato a governare alla coalizione risultata vincente, con un’ampia maggioranza nei due rami del Parlamento. Gli stessi elettori hanno indicato in Giorgia Meloni la futura presidente del Consiglio dei ministri. Gli italiani non si sono fatti condizionare né dalle Cancellerie europee né tantomeno dalle “penne rosse”. Gli opinionisti dichiaratamente ostili al centrodestra hanno la presunzione di poter influenzare una opinione pubblica che sa, fortunatamente, discernere tra i fatti e i pensieri di parte.

L’articolo 92 della Costituzione italiana recita: “Il Governo della Repubblica è composto del presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”. La prassi che si è consolidata nella Seconda Repubblica, con Capi dello Stato di parte che possano opporre riserve o addirittura il veto su alcuni ministri proposti, è fuori dal dettato costituzionale. Giorgia Meloni, premier in pectore, deve esercitare il suo diritto costituzionale di proporre i ministri del suo gabinetto sulla base del programma di Governo concordato con gli alleati, senza farsi condizionare nelle scelte. Se si farà influenzare, le prime mine al suo Esecutivo li metterà l’inquilino del Colle più alto. Il Presidente della Repubblica dovrà ritornare a esercitare i poteri espressamente sanciti dalla vigente Costituzione, ovvero quello di arbitro e non di giocatore di una squadra. Gli elettori non capirebbero. La neo-presidente del Consiglio dei ministri (primus inter pares) dovrà essere politicamente generosa con i partiti che faranno parte della coalizione di Governo, senza applicare il “Manuale Cencelli”. I voti in Parlamento “si pesano e non si contano”!

L’altro ostacolo che dovrà scansare sono i media schierati contro il suo Esecutivo. Gli stessi cercheranno di alimentare la presunta competizione e conflittualità fratricida tra la leader di Fratelli d’Italia e Matteo Salvini. La risposta dovrà essere chiara: premiare al Governo tutti gli alleati, in primis il Capitano. I presupposti di un Governo di legislatura si fondano sulla formazione di un Esecutivo che deve prescindere da egoismi personali o da rivalse. Gli italiani valuteranno i risultati conseguiti, nel bene e nel male. I condizionamenti sulla formazione del Governo, da parte di chi non ha alcuna responsabilità nei confronti degli elettori, mirano a un solo obiettivo: disseminare mine, per comprometterne il risultato. Ogni riferimento a Sergio Mattarella, Matteo Renzi e Carlo Calenda è puramente voluto!