“È la democrazia, bellezza”

È inaudito! Abbiamo avuto la plastica conferma dai diretti interessati, Joe Biden e Antony Blinken, che l’Italia per costoro è un Paese a sovranità limitata. Il presidente degli Stati Uniti, in una riunione di partito, è stato intercettato mentre diceva “avete visto che cosa è successo in Italia?”. Si riferiva al successo ottenuto dal centrodestra nelle elezioni politiche del 25 settembre. Egregio signor presidente, è successo che in Italia si vota alle elezioni e gli elettori hanno scelto la coalizione di centrodestra! Si chiama democrazia! L’uomo più potente del mondo teme, e a ragione, che anche gli elettori americani possano scegliere di votare, alle elezioni di Midterm, che si terranno il prossimo 8 novembre, i Repubblicani. Un loro successo, prevedibile, lo renderebbe una “anatra zoppa”, perché perderebbe la maggioranza nel Parlamento statunitense.

Il segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, Antony Blinken, è stato il primo a fare un tweet, subito dopo i risultati elettorali, nel quale ha dichiarato che c’è attesa “di lavorare con il Governo italiano sui nostri obiettivi condivisi”. Dopo aver avuto contezza della dichiarazione “rubata” al presidente Biden, possiamo meglio analizzare il messaggio del capo della diplomazia americana. I “nostri obiettivi” è un plurale maiestatis? “Obiettivi condivisi”: quali sarebbero? Condivisi da chi? Se uno degli obiettivi dell’Amministrazione statunitense è quello di recuperare i consensi persi dal presidente americano, è un traguardo che non può riguardarci. Che cosa deve ancora succedere per fare una seria e approfondita riflessione su una Casa Bianca, a guida democratica, che ci sta portando al rischio di una Terza guerra mondiale? Durante i primi due anni del suo mandato presidenziale:

– ha ritirato precipitosamente le truppe statunitense dall’Afghanistan, riconsegnando il Paese ai talebani. Operazione, questa, che non sarà ricordata come tra le più gloriose degli Usa;

– per ragioni politiche interne, si è creato il nemico esterno che nella fattispecie è la Federazione Russa, nella persona di Vladimir Putin. È un classico della politica americana, in prossimità di una importante elezione;

– ecco poi l’applicazione di sanzioni, senza precedenti nella storia, imposte alla Russia alle quali si sono dovute adeguare l’Europa e l’Italia. Sanzioni che stanno portando al disastro economico e finanziario dell’intera Europa a causa della crisi energetica del gas. In questo momento gli effetti economici negativi della crisi energetica sono molto limitati negli Stati Uniti. Per quanto ancora?

– infine il dollaro, che dalla crisi ucraina si è fortemente rivalutato nei confronti dell’euro e della sterlina. I mercati finanziari hanno misurato chi sta realmente pagando gli effetti delle sanzioni legati alla guerra in Ucraina.

È possibile, per un grande Paese come l’Italia, aprire una discussione sul rapporto asimmetrico tra noi e gli Stati Uniti? Si possono criticare scelte miopi, che mettono a rischio il mondo? Alleanza, sì! Al loro servizio sempre e comunque, no!