Direttore ARTURO DIACONALE
Fondato nel 1847 - Anno XVII N.301 - Euro 1,00
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Venerdì 28 Dicembre 2012
delle Libertà
Il partito della spesa pubblica è sempre in testa
onostante ad ogni campagna
elettorale riprenda il tormen-
tone del corteggiamento ai cosid-
detti elettori moderati, anche que-
sta volta è molto probabile che
prevalga l’amplissimo e trasversale
partito estremista della spesa pub-
blica. Programmi o agende che
siano, l’impressione è che nessun
partito o schieramento abbia il co-
raggio di affrontare la questione
delle questioni: l’eccesso di risorse
controllato dalla mano pubblica,
il quale ha raggiunto il 55% del
Pil, complice l’inasprimento della
fiscalità e il crollo dell’attività eco-
nomica. Tanto è vero che se da
una parte il governo tecnico
N
uscente ribadisce nella legge di
stabilità l’aumento di un altro
punto dell’Iva, da realizzarsi nel
luglio prossimo, la proposta più
rivoluzionaria sul piano liberale,
quella di eliminare l’Imu sulla pri-
ma casa sostenuta da Berlusconi,
presuppone di compensare le mi-
nori entrate con un aumento equi-
valente dei tabacchi, delle accise
sugli alcolici e di altri balzelli sui
giochi leciti e sui viaggi.
In sostanza, rispetto al fronte
spendaiolo e tassaiolo per eccel-
lenza rappresentato dalla coalizio-
ne di Bersani e Vendola, non mi
sembra che ci sia qualcuno, dotato
di un significativo peso elettorale,
che proponga un sostanziale arre-
tramento di un sistema pubblico
i cui proibitivi costi stanno man-
dando alla rovina il sistema eco-
nomico, spread o non spread. An-
zi, l’idea che sembra abbastanza
diffusa in questo grigio panorama
politico è quella di introdurre una
ulteriore patrimoniale - sui ceti
più ricchi si legge, ad esempio, nei
programmi della sinistra e nel-
l’agenda Monti - per ridurre la
pressione fiscale sulle imprese e
sui lavoratori.
Una proposta che ci rende a
dir poco perplessi, poichè se non
si taglia in modo strutturale una
spesa pubblica che nessuno è riu-
scito finora a controllare - lo di-
mostra l’aumento di oltre 100 mi-
liardi nel debito pubblico registra-
to nell’ultimo anno - per rendere
definitivi i medesimi sgravi fiscali
si dovra forse pensare ad una pa-
trimoniale annuale? Francamente
colpire in modo costante uno
stock passivo come quello immo-
biliare, dato che gran parte del pa-
trimonio privato è costituito da
case e terreni, risulterebbe irrea-
lizzabile. La verità, anche se un
paese dominato dagli struzzi sten-
ta a voler vedere, è che il fondo
del barile è stato ampiamente ra-
schiato.
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Egitto, il nuovo regime islamico sulle rive del Nilo
n Egitto sta inevitabilmente na-
scendo un regime islamico con
80
milioni di abitanti. Mentre in
Europa ci si preparava a festeggia-
re il Natale, sabato e domenica
scorsi gli egiziani votavano per il
secondo e ultimo turno del refe-
rendum per la nuova Costituzione.
Il 63,8% dei votanti ha approvato
la nuova legge suprema. Sotto la
nuova carta costituzionale, sparisce
ogni parvenza di secolarismo. Al-
l’Università di Al Azhar, la più in-
fluente istituzione musulmana sun-
nita, viene garantito il monopolio
dell’interpretazione della legge co-
ranica, la shariah. Prima di appro-
vare ogni legge che riguardi la sha-
I
riah, i politici dovranno addirittura
rispettare l’obbligo di consultarsi
con gli studiosi di Al Azhar. Sotto
la nuova legge suprema, alle donne
sarà certamente garantito il diritto
di stare a casa: lo Stato si riserva
l’obbligo di aiutare economica-
mente la loro maternità e la loro
vita familiare e dovrà stabilire un
equilibrio”, fra i loro “doveri” di
mogli e madri e i loro ruoli nella
vita lavorativa pubblica. La shariah
(
o meglio: la sua interpretazione
più ortodossa) sarà alla base del
diritto di famiglia. Dunque: la stra-
da è spianata per la poligamia, per
i matrimoni forzati anche di bam-
bine, per la segregazione totale del-
la donna come già avviene nella
vicina Arabia Saudita. La princi-
pale fonte di legge per la minoran-
za cristiana (il 10% della popola-
zione), d’ora in avanti sarà
l’insieme di norme della loro stessa
religione. Lo stesso vale per la re-
sidua e più piccola comunità ebrai-
ca. Nessun altro culto, all’infuori
delle religioni monoteiste, avrà più
la possibilità di costruire i propri
templi. Le chiese potranno conti-
nuare ad esistere ed essere costrui-
te, ma entro stretti limiti e dopo
specifiche autorizzazioni delle au-
torità religiose. È la fine della li-
bertà di culto: di fatto le altre re-
ligioni all’infuori dell’Islam
saranno appena tollerate. E solo la
versione dell’Islam propugnata dal-
l’Università di Al Azhar sarà accet-
tata. Chiunque potrà rischiare il
carcere nel caso commetta il reato
di “blasfemia”, cioè di offesa del
Profeta: lo stabilisce un articolo
della Costituzione, il 44, redatto
lo scorso settembre sull’onda del-
l’ira provocata da un video ama-
toriale che schernisce Maometto e
rimasto nella legge suprema.
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di
STEFANO MAGNI
La nuova Costituzione
è stata votata con
un referendum e firmata
dal presidente. E non dà
adito a dubbi: la legge
suprema è la“shariah”
e l’Università di Al Azhar
ne sarà il supremo
custode. Così nasce
una dittatura religiosa
di
CLAUDIO ROMITI
L’unico incentivo
possibile nei confronti
di chi crea la ricchezza
(
imprese e produttori
privati) passa per una
graduale riduzione
di un perimetro
pubblico che costa
troppo al paese.
Non ci sono alternative
Quella“bojata pazzesca” ideata dal Professore
ei paesi anglosassoni c’è il
premier-ombra”. In Italia
l’ombra del premier. Cioè un pre-
sidente del Consiglio di un governo
tecnico che partecipa alla campagna
elettorale non in maniera fisica ma
in maniera virtuale. Mette il pro-
prio nome su una lista o su una
coalizione di liste che hanno il com-
pito di strappare voti agli schiera-
menti di destra e di sinistra che
hanno permesso l’esperimento
dell’esecutivo tecnico. Ma evita di
chiedere il voto degli italiani sulla
sua persona non per paura di non
essere eletto ma nella presunzione
di poter fare tranquillamente a me-
no dalla partecipazione diretta al
N
plebeo e dozzinale ludo cartaceo
elettorale.
Se fosse questa la sola anomalia
del premier, che da tecnico si fa po-
litico aggirando le regole della de-
mocrazia, si potrebbe anche passare
sopra alla faccenda. Il “caso Monti”
andrebbe giudicato come una sem-
plice furbata di stampo vetero-de-
mocristiano. Una di quelle trovate
bizantine e contorte tanto care ai
leder Dc della Prima Repubblica. E
non rimarrebbe altro che farsene
una ragione. Magari imprecando
contro il destino cinico e baro che
riserva agli italiani la sorte di essere
sempre vittime di presuntuosi ed
arroganti pasticcioni.
Purtroppo, però, il “caso Monti”
è una anomalia dalle conseguenze
più gravi. La prima è che punta a
far saltare apertamente la democra-
zia dell’alternanza. Prima della
ascesa in politica del Divo Profes-
sore lo schema bipolare e le previ-
sioni indicavano che la sinistra
avrebbe battuto il centrodestra e
che Bersani sarebbe diventato con
ogni probabilità l’Hollande italiano.
Dopo un ciclo di centrodestra si sa-
rebbe aperto uno di segno opposto:
cioè un evento normale per un pae-
se normale.
Con l’ombra di Monti sopra il
campo, invece, la situazione cambia.
Perché le liste centriste rischiano di
far perdere a Bersani il vantaggio
su cui poteva contare, possono con-
sentire a Berlusconi ed alla Lega di
recuperare e limitare la sconfitta a
cui sembrano destinati. E, soprat-
tutto, possono creare le condizioni
per una alleanza post-elettorale tra
centro e sinistra fondata su un equi-
librio talmente precario da far pre-
vedere una legislatura instabile e
perennemente paralizzata dallo
scontro di potere tra le varie anime
della coalizione. Che faranno i can-
didati premier alternativi Bersani e
Monti? Riesumeranno la staffetta
a palazzo Chigi di antica memoria?
Come verranno scelti i ministri?
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2
di
ARTURO DIACONALE
La tanto decantata
agenda”del Professore,
quella che dovrebbe
taumaturgicamente
risolvere tutti i mali
del paese, è in realtà
un canovaccio dirigista
e statalista di bassa lega.
Che prevede tasse
e sacrifici senza ripresa
Cav e Lega contro l’AgendaMonti
Durissimo attacco di Berlusconi al premier: «La sua cura contro la crisi? Assolutamente sbagliata. È come
nel Medioevo, quando i malati si curavano con un salasso dopo l’altro, finchè, alla fine, non morivano».