Hooligans teutonici: guerra al radical Islam

venerdì 14 novembre 2014


Un gruppo di circa 5mila hooligans provenienti da tutta la Germania si è radunato nella città di Colonia il 26 ottobre scorso per protestare contro la diffusione dell’Islam radicale nel Paese. La marcia spartiacque è stata organizzata da una nuova iniziativa chiamata “Hooligans contro salafiti”, meglio conosciuta con l’abbreviazione tedesca HoGeSa, che sta per Hooligans gegen Salafisten.

L’HoGeSa è un’alleanza nascente fra gli hooligans delle squadre di calcio rivali che hanno temporaneamente messo da parte l’odio reciproco per unirsi contro un nemico comune: i salafiti radicali che vogliono rimpiazzare l’ordine democratico della Germania con la legge islamica della Sharia. Il sodalizio affonda le sue radici in un forum nascosto su Internet chiamato GnuHoonters (omofono di “New Hunters” – in italiano “Nuovi cacciatori”) costituitosi nel 2012 fra 17 diversi gruppi di hooligans di tutta la Germania. GnuHoonters è stato principalmente creato per combattere gli anarchici, i marxisti-leninisti e altri estremisti di sinistra del paese.

Nel 2013, circa 300 membri di GnuHoonters hanno dato vita a un altro forum nascosto su Internet chiamato “Perché i tedeschi hanno ancora coraggio” (Weil Deutsche sich's noch trauen), volto a sviluppare un piano di azione per combattere i leader della scena salafita tedesca.

Dopo che all’inizio del 2014 il forum è stato attaccato da pirati informatici e i suoi segreti sono stati resi pubblici, il gruppo ha adottato il nome di “Hooligans contro salafiti” e ha iniziato a operare apertamente. Dapprincipio, le attività di HoGeSa erano limitate a Internet e ai social media, attraverso i quali il gruppo ha avuto un considerevole seguito. La sua pagina Facebook, ad esempio, aveva oltre 40.000 follower prima di essere chiusa di recente dai censori di Facebook.

Il 28 settembre di quest’anno, circa 300 membri di HoGeSa si sono incontrati di persona per la prima volta a Dortmund, una città tedesca del Nordreno-Vestfalia che ha una numerosa popolazione musulmana. Incontri analoghi si sono svolti nelle città di Essen, Mannheim e Norimberga. Questi incontri iniziali hanno creato le premesse per il primo raduno di massa dell’HoGeSa, organizzato nel centro di Colonia il 26 ottobre scorso. Gli organizzatori della manifestazione si aspettavano un’affluenza di circa 1500 hooligans, ma ne sono arrivati più del triplo (4900 secondo alcune stime).

A detta di qualche giornalista, la mobilitazione di massa è stata alimentata in parte da un crescente senso di frustrazione dovuto al fatto che il governo tedesco non sta facendo abbastanza per frenare la diffusione dell’Islam nel paese. Altri dicono che i manifestanti sono stati spinti dal provocatorio appoggio dato dai salafiti al gruppo jihadista Stato islamico.

La manifestazione, che è iniziata di fronte alla stazione centrale di Colonia, è stata in principio pacifica, visto che i salafiti sembravano essersi tenuti alla larga dalla zona. Ma la situazione è precipitata dopo che i manifestanti hanno rifiutato di obbedire agli ordini della polizia di sgomberare l’area dopo la fine dell’evento.

Così sono intervenuti più di 1300 poliziotti, molti dei quali hanno usato manganelli, spray al peperoncino e cannoni ad acqua contro i manifestanti, che gli lanciavano addosso pietre, bottiglie e petardi. Circa 50 agenti di polizia sono rimasti feriti e 20 facinorosi sono stati arrestati. L’intensità della violenza ha impressionato molti tedeschi e i media hanno riflettuto su chi siano questi “nuovi hooligans” e se questo “fenomeno inaspettato” preannuncia seri guai in vista. Un quotidiano ha scritto: “Gli hooligans sono più pericolosi che mai. E hanno un nuovo avversario. Le autorità di sicurezza tedesche sono in stato di allerta! Un funzionario ha detto: ‘Se la prossima volta gli hooligans s’incontreranno con i salafiti, ci saranno sicuramente morti o feriti gravi’”.

I rappresentanti dell’HoGeSa pare si siano scusati per la violenza di Colonia asserendo che “non tutto è andato secondo i piani” e di aver imparato dai loro errori. Allo stesso tempo, i leader dell’HoGeSa insistono sul fatto che il gruppo sia “apolitico” e non collegato a nessuna organizzazione settaria, come il movimento neonazista tedesco. “Dietro la nostra causa ci siamo noi”, gridava al megafono uno degli organizzatori della manifestazione. “Non siamo radicali di destra”, egli ha aggiunto.

Si dice, però, che un gran numero di neonazisti abbia partecipato alla manifestazione, suscitando timori che gli estremisti di destra stiano cercando di influenzare e probabilmente cooptare l’ambiente degli hooligans, con l’obiettivo di sfruttare il potenziale della mobilitazione di massa dell’HoGeSa a proprio vantaggio. Il quotidiano Die Zelt ha riportato che i dirigenti del Partito neonazista Npd (Partito nazionaldemocratico tedesco) hanno partecipato al raduno di Colonia e si sono offerti di aiutare a “professionalizzare” il movimento HoGeSa. “Il famelico Npd, che da tre anni è in caduta libera, a quanto pare è all’attacco e vuole unirsi a questa nuova tendenza estremista”, ha scritto il giornale.

Secondo le stime di un nuovo rapporto pubblicato dalla polizia del Nordreno-Vestfalia, in Germania ci sono 13.600 hooligans, ma solo 400 (ossia il 3,3 per cento) hanno legami con il movimento neonazista o con altri gruppi di estrema destra. Il capo dell’agenzia di intelligence interna tedesca BfV, Hans-Georg Maassen, ha detto che gli hooligans non sono sottoposti a sorveglianza statale perché, per la maggior parte, sono “politicamente indifferenti” e i loro valori e interessi personali sono limitati a “bere birra e fare a botte”.

Qualche cronista sostiene che i media più importanti stiano ora utilizzando la paura della violenza hooligan per cessare totalmente il dibattito sull’avanzata dell’Islam in Germania. E lo fanno demonizzando come “neonazista” ogni cittadino tedesco che nutre delle legittime preoccupazioni circa la diffusione della legge islamica Sharia e la creazione di una parallela società musulmana nel Paese. Nelle parole di uno di questi giornalisti, i garanti del multiculturalismo tedesco proteggono “i tagliatori di testa dei cristiani e i mutilatori delle donne”, cercando di mettere a tacere chi è politicamente abbastanza scorretto da esprimere il proprio sdegno per tali atrocità.

Il prossimo grande raduno dell’HoGeSa era stato fissato a Berlino, per sabato 15 novembre. La manifestazione, che è stata organizzata all’insegna del motto: “Contro i salafiti, l’islamizzazione e la politica per i rifugiati”, avrebbe dovuto tenersi a Pariser Platz, una piazza nel centro di Berlino, a pochi passi dalla sede del governo tedesco. Gli organizzatori hanno detto di aspettarsi un’affluenza di 1000 persone, ma le autorità di Berlino hanno annullato la manifestazione, dopo che la polizia ha previsto la partecipazione di oltre 10.000 hooligans. Sono stati vietati anche raduni simili in programma a Francoforte, Amburgo e Hannover, sebbene sui social media si legga che gli hooligans hanno intenzione di procedere in ogni caso.

Le manifestazioni organizzate dall’HoGeSa sembrano diffondere la paura nei cuori dei salafiti, che ora sono sulla difensiva, un risultato che finora è sfuggito ai funzionari tedeschi dell’antiterrorismo. Dopo le violenze di Colonia, Pierre Vogel, un famoso convertito all’Islam che negli ultimi anni è emerso come una figura centrale della scena salafita tedesca, ha assunto delle guardie del corpo a tempo pieno per proteggere se stesso e la sua famiglia. I media tedeschi dicono che Vogel, un ex pugile professionista che in genere dice di essere l’espressione di un Islam invincibile, ora si mostra come una vittima indifesa e impaurita nelle mani degli hooligans.

(Traduzione a cura di Angelita La Spada)

(*) Gatestone Institute

 


di Soeren Kern (*)