L’Iran accerchia il Golfo e Israele

Mentre il presidente americano Barack Obama continua a cercare un accordo sul programma nucleare iraniano, nelle ultime settimane gli iraniani stanno operando intensamente per infiltrarsi nell’arena palestinese e ristabilire i legami con il loro ex alleato: Hamas. Incoraggiati dall’ossessione di Obama per i negoziati sul nucleare, che riprenderanno il mese prossimo, i leader iraniani sperano che Washington sia disposta a chiudere un occhio su ciò che fanno.

Così gli iraniani si sentono liberi di intromettersi ancora una volta nelle questioni interne dei palestinesi, per rafforzare ulteriormente il loro potere in Medio Oriente. Con basi in Libano, Siria, Yemen e in Iraq, l’Iran ha circondato tutti i campi petroliferi del Golfo Persico. Dietro questo accerchiamento c’è il programma nucleare iraniano. L’obiettivo principale di Teheran è quello di riprendere il controllo del movimento islamista palestinese in modo da potersi trasformare in un attore del conflitto arabo-israeliano. Gli iraniani hanno già impegnato Hezbollah al confine nord di Israele. Tutto ciò di cui hanno bisogno ora è un altro gruppo terroristico a Gaza, a sud, per continuare l’accerchiamento. E stanno lavorando sodo per raggiungere questo obiettivo.

Le relazioni fra l’Iran e Hamas erano diventate tese dopo il rifiuto del movimento islamista di appoggiare il regime di Bashar al Assad, cliente di Teheran, nella sua lotta contro le forze di opposizione siriane. Un’alleanza con Hamas permetterebbe all’Iran di sbarazzarsi delle accuse di guidare una fazione sciita nella lotta contro i sunniti. Hamas, da parte sua, è alla disperata ricerca di qualsiasi appoggio esterno, soprattutto in seguito all’accresciuto isolamento nelle arene palestinesi e internazionali. Il movimento islamista sta iniziando a intravedere la possibilità di ricostruire la Striscia di Gaza dopo la guerra della scorsa estate con Israele. I dirigenti di Hamas ora sperano che l’Iran ricominci a erogare aiuti finanziari al movimento evitando una rivolta palestinese.

Inoltre, le severe misure di sicurezza egiziane lungo il confine con la Striscia di Gaza, come la demolizione dei tunnel usati per il contrabbando e la creazione di una zona di sicurezza, hanno stretto il cappio attorno a Hamas. I dirigenti del gruppi dicono di aver preso una decisione “strategica” per recuperare i legami con l’Iran. Ismail Haniyeh, già premier del governo di Hamas nella Striscia di Gaza, ha annunciato di recente che il suo movimento sta lavorando per stabilire “rapporti aperti” con Teheran. Un altro leader di Hamas, Osama Hamdan, ha dichiarato che le divergenze esistenti tra il suo movimento e l’Iran sono state risolte. Egli ha detto che Hamas instaura le sue relazioni con tutte le parti per fornire sostegno alla causa palestinese.

“Accogliamo con favore chiunque appoggi la causa palestinese”, ha chiosato Hamdan. “I rapporti tra l’Iran e Hamas si sono normalizzati”. Allo scopo di rabbonire gli iraniani, il braccio armato del movimento islamista, le Brigate Ezzedin al-Qassam, ha emesso un raro comunicato per “ringraziare l’Iran di aver fornito armi e denaro”, nel corso degli ultimi anni, a Hamas e ad altri gruppi palestinesi della Striscia di Gaza. Hamas sa bene che migliorare le sue relazioni con l’Iran comporterebbe anche un riavvicinamento a Hezbollah che agisce per conto di Teheran. Ecco perché il movimento islamista la settimana scorsa ha preso una serie di misure per ripristinare i rapporti con Hezbollah.

Mohammed Deif, comandante delle Brigate Ezzedin al-Qassam, una settimana fa ha inviato una lettera di condoglianze al capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, per la morte di alcuni esponenti che sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano in Siria. Nella sua missiva, Deif ha invitato Hezbollah a unire le proprie forze a quelle di Hamas contro “il vero nemico – l’entità sionista”. Il riavvicinamento tra Hamas e l’Iran è un ulteriore segno del tentativo di Teheran di utilizzare i suoi alleati in Medio Oriente per distruggere Israele. I leader del movimento islamista ora sperano che l’Iran riprenderà a erogare al gruppo aiuti finanziari e a rifornirlo di armi. L’Iran non è interessato alla ricostruzione della Striscia di Gaza o a dare riparo a migliaia di famiglie palestinesi che hanno perso la casa durante l’ultima guerra. L’unica cosa che interessa a Teheran è trasformare Hamas in un altro esercito da utilizzare per attaccare Israele.

Questo è tutto ciò che accade in un momento in cui l’amministrazione Obama è occupata a preparare un’altra serie di negoziati con l’Iran sul suo programma nucleare. È evidente ormai che Teheran usa questi negoziati per distogliere l’attenzione dai suoi tentativi di rafforzare il suo coinvolgimento in Medio Oriente, con la speranza di assumere il controllo dei giacimenti di petrolio ed eliminare Israele.

 

(*) Gatestone Institute

(**) Traduzione a cura di Angelita La Spada