Terrorismo, Obama  da che parte sta?

Molti arabi e musulmani ritengono che l'incontro tra Obama e l'emiro del Qatar al-Thani sia un dono fatto all'emirato per il suo continuo sostegno ai gruppi radicali islamici che operano in tutto il Medio Oriente, tra cui l'Iraq, la Siria, l'Egitto, il Libano e la Striscia di Gaza. Alla vigilia dell'incontro di Obama, fonti egiziane hanno rivelato che il Qatar fornisce armi e munizioni ai membri dello Stato islamico, in Libia.

Le fonti hanno detto che 35 aerei qatarioti sono stati coinvolti nel trasferimento delle munizioni. Gli analisti politici arabi sono anche preoccupati per i tentativi di Obama di rabbonire l'Iran, che continua a espandere la sua presenza in paesi arabi come lo Yemen, l'Iraq e il Libano, ma anche in Siria, dove è fortemente coinvolto nel sostegno a Hezbollah e nelle operazioni lungo il confine con Israele. Un servizio della Reuters ha rivelato che l'Iran ha anche centinaia di consulenti in Iraq. Il Qatar è uno dei maggiori finanziatori di Hamas, il cui leader, Khaled Mashaal, vive a Doha, la capitale dell'emirato. Nel corso degli ultimi anni, Doha ha elargito a Hamas centinaia di milioni di dollari – denaro usato per l'acquisto e lo sviluppo di armi per attaccare Israele.

Quando Obama lascerà la Casa Bianca, l'Iran molto probabilmente avrà il controllo di più paesi arabi e i gruppi terroristici appoggiati dal Qatar saranno molto più forti. Gli egiziani sono furiosi con il presidente americano Barack Obama per l'incontro da lui avuto questa settimana alla Casa Bianca con l'emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani. Essi dicono che l'amministrazione Obama ha di nuovo voltato le spalle agli arabi e ai musulmani moderati, appoggiando chi fiancheggia e finanzia i gruppi terroristici islamici. L'incontro tra Obama e l'emiro si è svolto subito dopo che l'Egitto aveva accusato l'emirato di sostenere il terrorismo. Obama avrebbe dichiarato che "il Qatar è un partner forte nella nostra coalizione per svilire e infine distruggere l'Isil. Siamo entrambi impegnati a fare sì che l'Isil [Isis/Stato islamico] sia sconfitto e che in Iraq vi sia un'opportunità per tutti gli abitanti di vivere insieme in pace".

La decisione di Obama di ospitare l'emiro del Qatar e le sue successive dichiarazioni elogiative sul ruolo dell'emirato nella "lotta contro" lo Stato islamico hanno suscitato aspre critiche da parte degli egiziani e di altri arabi e musulmani. Molti arabi e musulmani ritengono che l'incontro tra Obama e l'emiro del Qatar al-Thani sia un dono fatto all'emirato per il suo continuo sostegno ai gruppi radicali islamici che operano in tutto il Medio Oriente, tra cui l'Iraq, la Siria, l'Egitto, il Libano e la Striscia di Gaza. L'incontro è avvenuto meno di una settimana dopo che l'inviato egiziano alla Lega araba, Tareq Adel, aveva accusato il Qatar di appoggiare il terrorismo. In risposta, Doha ha richiamato il suo ambasciatore al Cairo per "consultazioni".

L'ultima crisi tra il Cairo e Doha è scoppiata dopo che il Qatar aveva espresso delle riserve sugli attacchi aerei contro obiettivi dello Stato islamico in Libia, come ritorsione per la decapitazione di 21 copti egiziani. Alla vigilia dell'incontro di Obama, fonti egiziane hanno rivelato che il Qatar fornisce armi e munizioni ai membri dello Stato islamico, in Libia. Le fonti hanno detto che 35 aerei qatarioti sono stati coinvolti nel trasferimento delle munizioni al gruppo terroristico. Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il suo regime ritengono che il Qatar sia uno dei principali sostenitori e finanziatori dei gruppi terroristici islamici. Essi reputano che senza l'appoggio qatariota questi gruppi non sarebbero stati in grado di lanciare numerosi attacchi contro i soldati egiziani nel Sinai e Hamas non avrebbe avuto il controllo della Striscia di Gaza. Ma Sisi e il suo regime sono anche furibondi perché Obama ha abbracciato pubblicamente l'emiro al-Thani. Il presidente egiziano dovrebbe recarsi la settimana prossima in Arabia Saudita per colloqui urgenti con re Salman bin Abdul Aziz sulla crisi tra l'Egitto e il Qatar.

Secondo quanto riportato dai media egiziani, Sisi dovrebbe lagnarsi con il sovrano saudita dell'appoggio fornito da Obama all'emirato in un momento in cui l'Egitto e gli altri paesi arabi sono impegnati nella lotta contro i gruppi terroristici fiancheggiati dal Qatar. Al-Sisi spera che i sauditi useranno la loro influenza per convincere Obama a smettere di appoggiare un paese che sostiene apertamente i gruppi terroristici. In Egitto, i giornali controllati dal governo sono ora pieni di articoli e vignette che denunciano fermamente la politica di Obama verso il Qatar. Tali attacchi contro il presidente americano non sarebbero comparsi se non fossero stati approvati da Sisi e dai suoi collaboratori. Una vignetta, ad esempio, ritrae Obama in piedi, accanto all'emiro del Qatar, a una conferenza stampa, che dice: "Abbiamo richiamato dal Qatar il nostro emiro per consultazioni". Questa caricatura intende inviare il messaggio che Obama e l'emiro qatariota, uno dei principali sostenitori del terrorismo islamico, sono amici.

Le condanne egiziane del Qatar sono anche dirette contro l'amministrazione Obama, che sembra perdere un alleato arabo dopo l'altro a causa dell'appoggio all'emirato e ai suoi emissari: i Fratelli musulmani. Scrivendo nel quotidiano Al-Makal, il giornalista Ahmed al-Faqih ha lanciato un feroce attacco contro il Qatar e gli Stati Uniti in articolo titolato "Il nano qatariota che alimenta il mostro dell'Isis". Al-Faqih sostiene che il Qatar non è altro che una pedina nelle mani degli Stati Uniti e del Mossad israeliano, e che l'emirato usa le proprie risorse per sostenere il terrorismo. Un altro giornalista, Ahmed Musa, ha scritto che il Qatar, "che è alleato di Israele e degli Stati Uniti", è stato utilizzato per combattere i paesi arabi come l'Egitto, l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, la Libia e la Siria.

"Il Qatar cospira contro l'Egitto per servire gli interessi delle organizzazioni e dei gruppi terroristici", ha detto Musa, rilevando gli stretti legami tra i qatarioti e l'amministrazione americana. "Il regime del Qatar si è schierato con gli assassini che ingrossano le fila dei Fratelli musulmani e con i terroristi dello Stato islamico e di al-Qaeda, versando loro miliardi di dollari". Gli analisti politici arabi non sono solo preoccupati per le strette relazioni di Obama con il Qatar, ma anche per i tentativi del presidente americano di rabbonire l'Iran. Essi sostengono che ora è necessaria una seria politica americana per contrastare il terrorismo e anche un nuovo e duro approccio verso l'Iran. Mentre Obama era intento ad accogliere al-Thani, il Qatar ha continuato a far fronte alle accuse di fiancheggiare i gruppi islamisti. Gli egiziani asseriscono che l'emirato fornisca "appoggi finanziari, logistici e mediatici ai leader terroristi". Il Qatar è uno dei maggiori finanziatori di Hamas, il cui leader, Khaled Mashaal, vive a Doha, la capitale dell'emirato. Nel corso degli ultimi anni, Doha ha elargito a Hamas centinaia di milioni di dollari – denaro usato per l'acquisto e lo sviluppo di armi per attaccare Israele. Nel frattempo, l'Iran continua a espandere la sua presenza in paesi arabi come lo Yemen, la Siria, l'Iraq e il Libano.

In Yemen, le milizie sciite Houthi, sostenute dall'Iran, hanno contribuito al crollo del governo locale, ha detto questa settimana il segretario di Stato americano John Kerry. In Siria, Teheran è fortemente coinvolta nel sostegno offerto al regime di Bashar Assad e a Hezbollah nella loro lotta contro le forze di opposizione. I generali e gli esperti militari iraniani operano anche sulle alture del Golan, lungo il confine con Israele. Secondo un servizio giornalistico della Reuters, in Iraq, sono presenti centinaia di consiglieri militari iraniani. L'articolo cita ufficiali iraniani che asseriscono come il coinvolgimento di Teheran sia dettato dalla convinzione che lo Stato islamico è un immediato pericolo per i luoghi sacri sciiti. Gli iraniani hanno contribuito a organizzare volontari sciiti e forze della milizia per difendere l'Iraq dai terroristi dello Stato islamico.

Per quanto riguarda il Libano, Hezbollah, il gruppo terroristico legato all'Iran, continua a mantenere in loco una forte presenza politica e militare. Il generale di brigata Amir Ali Hajizadeh, comandante della Divisione Aerospaziale dei Corpi delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), ha dichiarato di recente: "La Repubblica islamica dell'Iran aiuta l'Iraq, la Siria, la Palestina e Hezbollah esportando la tecnologia di cui dispone per la produzione di missili e altri equipaggiamenti". Quando scadrà il mandato di Obama, l'Iran molto probabilmente avrà il controllo di più paesi arabi e i gruppi terroristici appoggiati dal Qatar saranno molto più forti, uccidendo sempre più musulmani e non musulmani.

(*) Gatestone Institute

Traduzione a cura di Angelita La Spada