Ong e Nazioni Unite sul Tagikistan

Il 6 Marzo 2015 il Comitato sui diritti economici, sociali e culturali (ICESCR) delle Nazioni Unite, ha esaminato il rapporto sulle condizioni dei diritti umani e civili in Tagikistan. Le osservazioni del Comitato delle Nazioni Unite, per nulla positive, sottolineano la necessità di intensificare gli sforzi per combattere la corruzione della pubblica amministrazione, rafforzare le politiche in materia di diritto del lavoro, l’istruzione pubblica e lo stato di sicurezza degli alloggi nel paese. Il rapporto evidenzia anche i non significativi successi nella lotta alla discriminazione nei confronti dei disabili, delle donne, dei bambini e dei diritti dei lavoratori migranti. L’ultima valutazione da parte del Comitato delle Nazioni Unite si ebbe nel 2006 e le valutazioni del 2015 mostrano che non vi è stato nessun significativo progresso nei confronti delle dei punti problematici stabiliti dal rapporto del Comitato.

Il problema di fondo, ribadito da un coordinamento di Organizzazioni non Governative del Tagikistan con il Comitato Helsinki per i diritti umani dell’Olanda, risulta essere la mancanza di misure sistematiche ed efficaci per alcune tipologie di intervento per l’attuazione di modifiche relative alla tutela dei diritti umani. Fondamentale è la scelta del governo, che al momento sembra mancare, nel muovere passi concreti per l’attuazione delle raccomandazioni prodotte dal Comitato. Particolare attenzione, da parte delle Organizzazioni non Governative e del Comitato delle Nazioni Unite è stata posta alle questioni di genere nel paese a causa delle continue discriminazioni e degli stereotipi soprattutto nel mercato del lavoro e nell’elargizione dei redditi.

Il Comitato ha espresso preoccupazione per le politiche sul lavoro, collegando la problematica alla crescita demografica fortemente in corso nel paese, che ha prodotto elevati tassi di disoccupazione. Altre problematiche vengono riscontrate per la bassa qualità dell’istruzione, la penuria di materiale didattico per la scuola primaria e la mancanza di insegnati. Inoltre, dai rapporti consegnati dalle ONG, vengono registrati innumerevoli problemi riguardanti l’insufficienza di alloggi abitativi, la mancanza di servizi igienici e la non disponibilità di acqua potabile in molte regioni dello Stato. Le ONG con il Comitato Helsinki per i diritti umani dell’Olanda hanno richiamato l’attenzione anche sulle nuove formulazioni giuridiche del Tagikistan nel rapporto con le organizzazioni della società civile. Tale normativa potrebbe avere un impatto negativo nell’azione delle organizzazioni della società civile.

Le ONG chiedono all’autorità centrale del Tagikistan di non reprimere l’azione sociale delle organizzazioni ma, al contrario, di ascoltare tali richieste, rispettando le raccomandazioni pervenute dal Comitato delle Nazioni Unite. Le Organizzazioni per la tutela dei diritti umani del Tagikistan chiedono alle istituzioni di organizzare seminari in varie regioni per informare gli attori della società civile in merito al risultato della revisione ONU e le possibili proposte politiche. I membri delle ONG ricordando il loro sforzo e impegno con le eventuali figure istituzionali e governative pronte ad accettare i suggerimenti delle organizzazioni, continuando l’opera di monitoraggio e di valutazione delle varie proposte legislative e di proposta politica messe in pratica dal governo.