Migrazione, tedeschi “liberi di andarsene”

domenica 29 novembre 2015


I richiedenti asilo provenienti dall’Africa, dall’Asia e dal Medio Oriente continuano a riversarsi in Germania, toccando cifre record, nonostante le temperature rigide e la neve. Nelle prime tre settimane di novembre sono arrivati più di 180mila migranti e questa cifra potrebbe superare il precedente record mensile di 181mila migranti, registrato a ottobre. Con 300 nuovi arrivi ogni ora, la Germania prevede di ricevere più di un milione di richiedenti asilo nel 2015, e almeno altrettanti nel 2016. Tenuto conto dei ricongiungimenti familiari, il numero effettivo di migranti potrebbe superare i 10 milioni, e qualcuno crede che entro il 2020 la popolazione musulmana della Germania sia destinata quasi a quadruplicarsi raggiungendo il numero di 20 milioni.

Gli elettori tedeschi iniziano a rendersi conto del costo effettivo – finanziario, sociale e non solo – della crisi migratoria, ma a quanto pare non hanno molto da dire riguardo alla futura direzione del loro Paese. Secondo Walter Lübcke, il presidente del distretto di Kassel, una città dell’Assia, i cittadini che sono contrari alla politica delle porte aperte in materia di immigrazione sono “liberi di andarsene dalla Germania”.

Quanto segue è un breve riepilogo dei recenti sviluppi, che dà un’idea del futuro della Germania.

Matthias Lücke, ricercatore senior presso il Kiel Institute of the World Economy (Institut für Weltwirtschaft, IfW), prevede che la crisi dei migranti finirà per costare ai contribuenti tedeschi almeno 45 miliardi di euro l’anno, ossia più di quattro volte la previsione di 10 miliardi di euro fatta da parte del governo federale. Lücke sostiene che aumentare le imposte è l’unico modo per pagare queste spese.

Gabriel Felbermayr, direttore del Centro di Economia internazionale (Ifo Zentrum für Außenwirtschaft), con sede a Monaco, ritiene che la crisi migratoria costerà ai contribuenti tedeschi 21,1 miliardi di euro solo quest’anno. “Questo include i costi per l’alloggio, il cibo, gli asili, le scuole, i corsi di lingua tedesca, la formazione e l’amministrazione”, ha detto in un’intervista a Der Spiegel. Secondo l’emittente televisiva tedesca N24, fino al 50 per cento dei richiedenti asilo che arrivano in Germania vive in clandestinità e le autorità tedesche non sono in grado di sapere dove essi siano. Presumibilmente, questo è quanto fanno i migranti economici e altri che cercano di evitare l’estradizione, se le domande di asilo vengono respinte.

In un nuovo libro già campione di incassi, Tania Kambouri, un’agente della polizia tedesca, attribuisce la responsabilità del deterioramento della situazione della sicurezza in Germania ai migranti che non hanno alcun rispetto per l’ordine pubblico. In un’intervista all’emittente radiofonica Deutschlandfunk, la donna ha dichiarato: “Da settimane, mesi e anni, noto che i musulmani, per lo più i giovani uomini, non hanno il minimo rispetto per la polizia. Quando pattugliamo le strade, veniamo insultati dai giovani musulmani. Quando ci passano accanto fanno gestacci e lanciano insulti come ‘poliziotto di mer…’. Se istituiamo un posto di blocco, le aggressioni aumentano sempre più, e questo accade soprattutto con i migranti. Vorrei che questi problemi siano riconosciuti e risolti. Se necessario, le leggi devono essere inasprite. È anche molto importante che la magistratura emetta sentenze efficaci. Non è possibile che i criminali che continuano a ingrossare gli archivi della polizia, ci facciano del male fisicamente, ci insultino, ci facciano la qualsiasi cosa, senza alcuna conseguenza. Molti casi vengono chiusi oppure i criminali vengono rilasciati e sottoposti a libertà vigilata o roba simile. Sì, quello che accade oggi nei tribunali è una barzelletta. La crescente mancanza di rispetto, l’aumento della violenza contro la polizia... Stiamo perdendo il controllo delle strade”.

Un video che mostra un musulmano che minaccia apertamente un uomo tedesco per strada è stato postato su YouTube. In esso si può sentire il musulmano dire: “Te lo dico in tutta franchezza, l’Islam arriverà in Germania, che vi piaccia o no. Tua figlia indosserà il velo (hijab). Tuo figlio porterà la barba. Ok? E tua figlia sposerà un uomo barbuto. Ci stiamo riproducendo sempre più velocemente. Voi tedeschi fate pochi figli. Nel migliore dei casi, due. Noi ne facciamo sette-otto. Per voi va bene una sola compagna? E allora noi prendiamo quattro mogli e poi abbiamo 22 figli. Magari voi tedeschi avete un figlio e un cane, eh? E questo è tutto. Amico, questa non è colpa nostra, ma vostra. Siete voi a sfruttare i nostri Paesi e a colonizzarli, in modo da poter mettervi alla guida di una Mercedes e utilizzare una fotocamera digitale, eh? Così Allah (che sia benedetto il suo nome), il Dio Onnipotente, farà in modo che prevarremo su di voi. Non con la guerra, qui in Germania, ma con i tassi di natalità, innanzitutto. In secondo luogo, sposeremo le vostre figlie. E tua figlia indosserà un velo islamico. È così che andrà. Ora puoi essere davvero arrabbiato. Riesco a vedere l’odio nei tuoi occhi”. Un altro video mostra centinaia di musulmani, alcuni con la bandiera nera del jihad, che marciano per le vie del centro di Hannover.

In preda a un crescente senso di insicurezza, i tedeschi stanno prendendo maggiori provvedimenti per proteggersi. Le vendite di spray urticante hanno subìto un’impennata del 600 per cento negli ultimi due mesi e nei negozi di tutto il paese sono andata esauriti, secondo la rivista tedesca Focus. I produttori dicono che le forniture supplementari non saranno disponibili per altre sei-sette settimane. “I produttori e i distributori affermano che l’enorme afflusso di stranieri nelle ultime settimane evidentemente ha spaventato molte persone”, secondo Focus.

Wolfgang Wehrend, presidente dell’Associazione dei riservisti tedeschi (Reservistenverbandes) del Nord Reno-Westfalia, ha chiesto al governo di ripristinare il servizio militare obbligatorio per tutti gli uomini e le donne della Germania dai 18 in su. “È per la sicurezza del nostro Paese”, egli ha detto al Rheinische Post. La Germania ha abolito la leva obbligatoria nel luglio 2011. Wehrend sostiene che la coscrizione potrebbe anche essere un modo per promuovere l’integrazione: “Quando i giovani lavorano insieme come avviene nell’esercito, nell’Agenzia federale di soccorso tecnico (Technischen Hilfswerk), nei vigili del fuoco, nei servizi di soccorso e assistenza sanitaria, le persone appartenente a religioni ed etnie diverse possono integrarsi. O almeno vi è una possibilità”.

Nel frattempo, i guardiani del multiculturalismo tedesco hanno scatenato una bufera di critiche contro Jürgen Mannke, direttore dell’Associazione degli insegnanti della Sassonia-Anhalt (Philologenverbandes Sachsen-Anhalt, PhVSA), in seguito ai consigli da lui dati alle studentesse minorenni di evitare “avventure sessuali superficiali” con richiedenti asilo musulmani. Nella rivista trimestrale dell’associazione, Mannke ha scritto: “Un’orda di immigrati sta inondando la Germania. Molti cittadini sono confusi a riguardo. Non c’è dubbio che è nostro dovere umano aiutare la gente che si trova a dover affrontare un disagio esistenziale a causa della guerra e delle persecuzioni politiche. Ma è molto difficile distinguere queste persone da quelle che arrivano nel nostro Paese per motivi prettamente economici o addirittura criminali. Se si esaminano le immagini attuali delle ondate di rifugiati, non si può non osservare che molti giovani uomini forti e per lo più musulmani hanno deciso di chiedere asilo in Germania, perché trovano qui le condizioni ideali, o così pensano. Molti degli uomini vengono qui da soli senza le famiglie o le mogli, e di certo non sempre con la più onesta delle intenzioni. Dal nostro punto di vista etico e morale, le donne non vengono trattate con equità nei paesi musulmani e spesso non sono trattate con dignità. È naturale che questi giovani, spesso privi di istruzione, abbiano bisogno di fare sesso. Alla luce delle loro idee sul ruolo delle donne nella cultura musulmana, la domanda rimane: come possono vivere la loro sessualità o cercare relazioni in Germania senza entrare in conflitto con le norme della società? Veniamo già a sapere da conoscenti che abitano in diversi luoghi delle molestie sessuali da loro subite nella vita quotidiana, soprattutto sui mezzi pubblici e nei supermercati. Come educatori responsabili, ci chiediamo: come far capire alle ragazzine di 12-13 anni di non avere avventure sessuali superficiali con uomini musulmani spesso attraenti?”.

Poi, Mannke si è scusato per la scelta politicamente scorretta delle parole: “Dichiaro che non ho mai avuto intenzione di diffamare le persone di altre religioni, nazioni e culture né di fomentare la paura propugnando stereotipi nazionalisti o di generalizzare”.

A Bad Tölz, una città della Baviera, i politici e i media locali hanno etichettato i gestori della discoteca “Brucklyn” come “nazisti” e “razzisti” dopo che essi avevano vietato ai migranti uomini di frequentare il locale. Le donne tedesche si sono lamentate del fatto che gli uomini le molestavano e che le seguivano nei bagni femminili. Il gestore del club, Thomas Greil, ha detto che non aveva altra scelta perché era preoccupato per le clienti. Egli ha detto che dopo l’arrivo di un gruppo di 30-40 migranti nel locale, i tedeschi hanno lasciato il club a frotte. In una dichiarazione Greil ha spiegato: “Non escludiamo nessuno, stiamo solo cercando di gestire un’attività. Se ignoriamo le lamentele delle nostre ospiti dobbiamo aspettarci che molti dei nostri abituali clienti staranno alla larga dal locale, a breve o a lungo termine, e subiremo una perdita finanziaria. Abbiamo costi mensili con cifre a cinque zeri. Finanziariamente, non sappiamo per quanto tempo possiamo far fronte a tutto questo. Siamo in difficoltà”.

L’emittente radiofonica tedesca Deutschlandradio Kultur ha intervistato Frank Künster, che ha fatto il buttafuori di un nightclub per più di venti anni. L’uomo ha detto: “Sembra razzista, ma proprio i gruppi di uomini immigrati si comportano in modo diverso, in particolare nei confronti delle donne, il che è dannoso per il locale. Si deve dare spazio alle donne per farle sentire a loro agio Non è così quando ci sono solo uomini, molti dei quali vogliono palpare il sedere delle donne”.

A Berlino, i legislatori stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di una legislazione di emergenza che consenta alle autorità locali di sequestrare le abitazioni private per ospitare i richiedenti asilo. La proposta – che di fatto sospende la garanzia costituzionale della Germania della proprietà privata – autorizzerebbe la polizia a entrare nelle abitazioni e negli appartamenti di privati senza avere un mandato per stabilire la loro idoneità a essere utilizzati come alloggi per rifugiati e immigrati. La legislazione, proposta dal sindaco di Berlino Michael Müller dei socialdemocratici (SPD) di centrosinistra, modificherebbe l’articolo 36 della Legge generale berlinese per la sicurezza e l’ordine pubblico (Allgemeine Gesetz zum Schutz der öffentlichen Sicherheit und Ordnung, ASOG), che attualmente permette alla polizia di entrare nelle abitazioni private solo in casi estremi, per “scongiurare le gravi minacce”, ossia per combattere gravi forme di criminalità. Müller ora vuole estendere il campo di applicazione dei controlli senza mandato per “assicurare anche un alloggio ai senzatetto”.

La proposta è stata tenuta segreta all’opinione pubblica fino al 9 novembre, quando il leader dei Democratici liberi (FDP) di Berlino, Sebastian Czaja, ha messo in guardia dal fatto che tale provvedimento violerebbe la Costituzione tedesca. Egli ha detto: “I piani del senato berlinese di requisire gli immobili residenziali e commerciali senza il consenso del proprietario per ospitare i profughi violano apertamente la Costituzione. Il tentativo da parte del senato di minare il diritto costituzionale di proprietà e l’inviolabilità dell’abitazione deve essere fortemente contrastato”.

Da allora, tanto l’ufficio del sindaco quanto il senato sono rimasti in silenzio riguardo al loro intento.

Gunnar Schupelius, un editorialista del quotidiano berlinese BZ, ha fatto ulteriori indagini. In un articolo del 10 novembre, egli ha scritto: “Nel fine settimana girava uno strana voce che il senato avrebbe autorizzato la polizia a entrare nelle abitazioni private per stabilire se esse avrebbero potuto ospitare i rifugiati anche contro il volere del proprietario. Ho pensato che fosse solo satira o u malinteso, perché l’art. 13 della Costituzione afferma che ‘il domicilio è inviolabile’. Così ho fatto una ricerca sulla fonte di questa strana voce e l’ho trovata. Esiste una ‘proposta’ che la cancelleria del senato (Senatskanzlei) ha fatto circolare tra i senatori. La cancelleria del senato è un altro nome dell’ufficio del sindaco. Il segretario permanente è Björn Böhning (SPD)... La proposta è chiara: la polizia può entrare in una proprietà privata senza un mandato del tribunale per cercare alloggi per profughi quando questi ultimi sono minacciati dai senzatetto. È possibile farlo ‘senza il consenso del proprietario’. E il permesso riguarderebbe non solo la polizia ma anche le agenzie di regolamentazione. Questa ‘proposta’ delicata ha attirato poca attenzione pubblica. Solo il segretario generale dell’Fdp di Berlino, Sebastian Czaja, ha messo in guardia da ‘un’aperta violazione della Costituzione’. All’interno, ci sarebbero state proteste. E la ‘proposta’ è improvvisamente scomparsa dal tavolo. È sparita del tutto o verrà rilanciata? Se ce ne fosse davvero la necessità, allora il sindaco Michael Müller dovrebbe dirlo apertamente, anziché predisporre intrusioni segrete e furtive nelle abitazioni private. Ma Michael Müller brilla per la sua assenza. Non ha affrontato la crisi in senato. Si è anche rifiutato di incontrare i cittadini. Né si è recato di persona a visitare i centri di accoglienza per rifugiati. Si è solo limitato a dichiarare che dare ospitalità ai rifugiati è la sua priorità assoluta”.

Nel frattempo, il governo tedesco vuole accogliere ancor più migranti. Parlando a una riunione dei socialdemocratici (SPD) a Berlino, il 12 novembre, il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel ha affermato che la Germania dovrebbe far entrare “un grande contingente” di migranti per evitare che i trafficanti di esseri umani approfittino della crisi migratoria. A quanto pare, Gabriel vuole trasportare per via aerea diecimila immigrati in Germania. “Nessuno dovrebbe morire nel raggiungere l’Europa, e questo deve essere il nostro obiettivo” egli ha detto. Se altri paesi europei si rifiutano di partecipare al piano, egli ha asserito, “spetta alla Germania prendere l’iniziativa”. Secondo Gabriel, “ciò che conta non è il numero di persone che giungono in Germania, ma la velocità con cui vi arrivano”. Egli ha aggiunto che il governo federale dovrebbe raddoppiare il budget per la costruzione di nuovi alloggi destinati ai migranti.

Il sindaco di Norimberga, Ulrich Maly, ha replicato: “La stessa empatia che mostriamo verso i rifugiati dovremmo mostrarla verso la nostra popolazione, la società ospite”.

La Cancelliera tedesca, Angela Merkel, continua a puntare sulla sua politica delle porte aperte in materia di immigrazione. In un’intervista del 13 novembre all’emittente pubblica Zdf, la Merkel ha risposto così alle critiche: “La Cancelliera ha la situazione sotto controllo. Io ho la mia visione e mi batterò per essa”.

 

(*) Soeren Kern è senior fellow al Gatestone Institute di New York. È anche senior fellow per la politica europea del Grupo de Estudios estratégicos/Strategic Studies Group che ha sede a Madrid. Il suo primo libro, Global Fire, uscirà all’inizio del 2016.

Traduzione a cura di Angelita La Spada


di Soeren Kern (*)