Storia e futuro della diplomazia azerbaigiana

Si terrà giovedì 4 febbraio, presso la Società per l’Organizzazione Internazionale, a Roma, la conferenza “Storia e futuro della diplomazia azerbaigiana”. La conferenza organizzata in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Azerbaigian in Italia, la SIOI, la casa editrice Sandro Teti e ADA University sarà incentrata su una conversazione con l’ambasciatore, vice ministro degli Esteri della Repubblica azera Hafiz Pashayev autore del volume “Memorie di un Ambasciatore”. Alla Conferenza saranno presenti come relatori Franco Frattini, presidente della SIOI, Hafiz Pashayev, vice ministro degli Esteri in Azerbaigian, Alessandro Politi, Direttore della “Nato Defese College Foudantion” e l’editore, giornalista e politologo Sandro Teti. La storia dell’Azerbaigian è una storia estremamente complicata e affascinante che vede lo stato, dopo l’indipendenza dal colosso sovietico nel 1991, dover stabilire rapporti politici, diplomatici ed economici con altri paesi, muoversi indipendentemente sullo scacchiere internazionale della geopolitica.

Tra i primi a sperimentare l’arte della diplomazia per il “nuovo” stato sovrano vi è Hafiz Pashayev, primo ambasciatore negli Stati Uniti. Oggi, l’Azerbaigian è l’unica repubblica del vecchio blocco sovietico che non ha nel suo territorio delle truppe straniere e ha buoni rapporti con il mondo occidentale, legami stretti con gli Stati Uniti, con i paesi dell’Europa orientale, con la Turchia e con Israele. L’Azerbaigian nell’ultimo decennio è riuscito ad entrare in tutte le prestigiose organizzazioni internazionali producendo in campo transnazionale numerose iniziative per il rafforzamento dei rapporti con gli altri paesi. Tra i vari Meeting e Forum che periodicamente si svolgono in Azerbaigian e a Baku ricordiamo il “Forum sul Dialogo interculturale”. L’evento, nato nel 2008, ha tra i promotori l’Unesco, l’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite, l’Organizzazione mondiale del Turismo, il Consiglio d’Europa e la Presidenza dell’Azerbaigian. Partecipano alle giornate di lavoro rappresentanti di più di cento organizzazioni intergovernative e non governative, parlamentari, ministri, accademici e diplomatici di numerosi Paesi. La prossima edizione si svolgerà nel 2017 e rientrerà nel “Decennio internazionale per l’avvicinamento delle culture” (2013-2022) proclamato dall’Unesco. L’idea di fondo è quella di contribuire a “rendere il mondo un luogo migliore in cui vivere” attraverso un dialogo che faciliti la mutua comprensione fra soggetti appartenenti a culture diverse.

Lo studio della diplomazia azera è estremamente importante, oltre che interessante, per comprendere l’attualità dei paesi caucasici e capire come uno stato musulmano possa avere sostanzialmente istituzioni laiche. Ricordiamo anche che l’Azerbaigian continua a conseguire gli obiettivi di riduzione della povertà e di sviluppo umano stabilite entro la fine del 2015 e concordati nel 2000 con l’Organizzazione delle Nazioni Unite, nel quadro dei cosiddetti “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” (OSM).

(*) Componente del Consiglio direttivo di “Nessuno tocchi Caino”, membro della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (Lidu Onlus) e del Comitato Italiano Helsinki per i diritti umani