Russiagate, Manafort si consegna all’Fbi

Paul Manafort, l’ex capo (dal marzo al giugno 2016) della campagna elettorale di Donald Trump indagato nel Russiagate, si è presentato nella sede dell’Fbi di Washington. Anche Rick Gates, ex socio di Paul Manafort, si è consegnato all’Fbi nell’ambito delle indagini sul Russiagate condotte dal procuratore speciale Robert Mueller. Tra i 12 capi di accusa contro Manafort e Gates c’è anche la cospirazione contro gli Stati Uniti, oltre al non essersi registrati come agenti di uno Stato straniero, aver fatto dichiarazioni false e fuorvianti, riciclaggio e omessa denuncia di conti su banche straniere. Il Wall Street Journal, citando alcune fonti anonime, tra le accuse contestate parla anche di evasione fiscale. Sui conti offshore di Manafort e del suo ex socio Gates, sarebbero transitati oltre 75 milioni di dollari. Manafort avrebbe riciclato oltre 18 milioni di dollari, almeno secondo le accuse contenute nel capo di imputazione del procuratore speciale Robert Mueller, che indaga nel Russiagate.

“Mi dispiace, ma questo risale ad anni fa, prima che Paul Manafort fosse parte della campagna di Trump. Ma perché il focus non sono la corrotta Hillary e i Dem????”: arriva come sempre da Twitter la prima reazione del presidente americano. Donald Trump sostiene (e non a torto) che le accuse contro Manafort risalgano ad un periodo anteriore al suo coinvolgimento nella sua campagna. “Inoltre, non c’e’ alcuna collusione”, twitta ancora Trump, ribadendo così che tra la sua campagna e i russi non c’è stata alcuna cooperazione.