Bonino: “Sulla repressione in Iran, l’Europa deve farsi sentire”

“Sulla repressione in Iran, l’Europa deve fare sentire la propria voce”. Sono parole di Emma Bonino, +Europa. Secondo l’esponente storica dei radicali, “il livello di violenza contro manifestanti disarmati in Iran non è più tollerabile. Nessuna ragion di Stato può giustificare la morte di 23 persone e oltre 450 arresti arbitrari. La comunità internazionale deve chiederne conto al Governo iraniano e ai suoi apparati di sicurezza: il dibattito richiesto dagli Usa in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu può essere l’occasione per farlo”.

La Bonino è convinta che “in un quadro così incerto e pericoloso per l’intera area, è importante che l’Europa faccia sentire, chiaramente, la propria presenza in questa crisi. In quanto promotore e partner dell’accordo sul nucleare, l’Ue ha voce in capitolo per far giungere al regime di Teheran un appello ad ascoltare anziché reprimere le voci di malcontento che si alzano dalle aree rurali o decentrate del paese e dagli strati sociali meno abbienti da sempre negletti”.

Per la Bonino, “se l’Europa vuole continuare a sostenere il fragile ma necessario percorso riformatore scaturito dall’accordo sul nucleare. È giusto invece chiedere a Rouhani e al suo esecutivo di fare di più per ridurre le diseguaglianze, combattere la corruzione, lanciare un vero programma di riforme economiche”.

Secondo la Bonino, “l’interesse europeo e dell’Italia in questa situazione è quello di vegliare con tutti i mezzi e sostenere le forze positive del cambiamento in Iran, di cui l’accordo nucleare è un tassello fondamentale”.