Perù: 230 scrittori contro l’indulto a Fujimori. Vargas Llosa in prima fila

Un gruppo di oltre 230 scrittori peruviani, capeggiati da Mario Vargas Llosa - Premio Nobel per la Letteratura nel 2010 e candidato presidenziale nel 1990 - hanno pubblicato una dichiarazione comune nella quale respingono l’indulto umanitario accordato dal presidente Pedro Pablo Kuczynski al suo predecessore, Alberto Fujimori, che sconta una pena di 25 anni di carcere per gravi violazioni dei diritti umani. “Fujimori è stato condannato per violazioni dei diritti umani e corruzione, ed è stato responsabile di un colpo di Stato e dello smantellamento delle nostre istituzioni. Il suo indulto dimostra scarso rispetto per la dignità umana, per l’uguaglianza dinnanzi alla legge e per il diritto alla memoria”, si legge nel testo, firmato anche da autori come Alfredo Bryce Echenique, Fernando Iwasaki, Alonso Cueto e Alfredo Pita.

Nella dichiarazione si sottolinea che “a nessuno sfugge che queste misure non rispondono ad un atto di compassione, ma bensì a un cinico calcolo politico”, giacché Fujimori “non soffre di nessuna malattia degenerativa o terminale” e il suo indulto fa parte in realtà di “un patto scandaloso fra forze politiche interessate nel controllare gli effetti delle accuse di corruzione che sono state mosse contro di loro, per perpetuare così l’ingiustizia e l’impunità”. Gli autori del manifesto concludono affermando che la “permanenza di Kuczynski come presidente della Repubblica risulta incompatibile con lo Stato di diritto e i valori democratici”.