Olimpiadi, la Corea Nord accetta l’offerta di Seul

Pyongyang ha accettato la proposta di Seul e così le due Coree terranno martedì 9 gennaio, per la prima volta in oltre due anni, colloqui di “alto livello” per discutere la potenziale presenza di una delegazione del Nord ai Giochi olimpici invernali di PyeongChang (9-25 febbraio) e le opzioni possibili per migliorare i rapporti bilaterali. La svolta è maturata a stretto giro dal rinvio delle manovre militari annuali di Usa e Corea del Sud, denominate Key Resolve e Foal Eagle, riprogrammate alla fine delle Olimpiadi come concordato dalla telefonata intercorsa giovedì tra i presidenti Donald Trump e Moon Jae-in. Le esercitazioni hanno avuto un ruolo sempre più strategico nell’alleanza tra i due Paesi come deterrenza verso il Nord che, invece, le ha sempre denunciate come le prove generali di un attacco ai suoi danni, scatenando cicli di provocazioni. Il loro avvio è stato posticipato fino a dopo la conclusione dei giochi olimpici invernali di PyeongChang (9-25 febbraio) e dei giochi paralimpici (8-18 marzo), con ogni probabilità a partire dal 23 aprile al 3 maggio, in base alle date indicate all’agenzia Yonhap da una fonte anonima vicina al dossier. 

Lo stesso segretario alla Difesa americano James Mattis, da Washington, ha spiegato che il rinvio delle esercitazioni è stato solo un modo pratico “di accomodare le olimpiadi” affinché non avessero una “gestione politica”, aggiungendo che si sarebbero tenute in un periodo non ancora definito, ma dopo marzo. La settimana, quindi, ha registrato un’accelerazione degli eventi: dall’apertura di Kim Jong-un su Olimpiadi e sforzi per la pace illustrata nel discorso di Capodanno alla nazione, alla spinta di Moon per riavviare i contatti fino all’ipotesi del dialogo del 9 gennaio al villaggio di confine di Panmunjom, dove mercoledì il Nord ha riattivato “la linea rossa”, il canale di comunicazione diretto intercoreano fermo da febbraio 2016. “Le parti hanno deciso di discutere temi di tipo operativo con lo scambio di documenti”, ha spiegato Baik Tae-hyun, portavoce del ministero dell’Unificazione sudcoreano, in un briefing con la stampa. La parte principale dell’agenda, ha aggiunto, includerà i modi per sbloccare lo stallo dei rapporti e il nodo olimpico. Se a Washington resta lo scetticismo di fondo sulla reale volontà di dialogo del Nord, a Seul si punta tutto sulla partecipazione degli atleti di Kim a PyeongChang, propedeutica a tutto il resto. “La priorità è la partecipazione di Pyongyang ai Giochi”, ha detto un funzionario di vertice dell’Ufficio presidenziale di Seul incontrando i media. “Credo - ha aggiunto - che ci saranno discussioni relative al miglioramento dei legami Sud-Nord dopo che la partecipazione del Nord alle Olimpiadi sarà stata definita”. Solo allora si potrà provare a gettare le basi di una nuova stagione di “sunshine policy”, sull’esempio della fine degli anni Novanta tra l’ex presidente sudcoreano Kim Dae-jung e il “caro leader” Kim Jong-il. Sempre che il giovane generale non decida di sparigliare ancora una volta le carte.