Bolivia: i vescovi contrari al nuovo Codice penale, non tutela il popolo

Il nuovo codice penale va ritirato perché non tutela gli interessi del popolo boliviano. La dura presa di posizione è stata annunciata, attraverso una nota, dalla Segreteria generale della Conferenza episcopale del paese sudamericano. Di fronte al perpetuarsi del conflitto sociale e ai numerosi scioperi che stanno mettendo in ginocchio la Bolivia, i vescovi decidono di schierarsi apertamente contro Evo Morales.

Infatti, la causa del disagio generalizzato parte dalla sentenza con la quale si stabilisce la possibile ricandidatura del presidente. La situazione in Bolivia sembra fuori controllo. Anche in ragione dei problemi legati al sistema sanitario. In questo quadro va aggiunta la promulgazione del nuovo Codice penale.

Per i vescovi boliviani, “non contribuisce alla pace sociale il fatto che il sistema giuridico del paese si vada costruendo senza tenere conto della volontà popolare, con leggi approvate prescindendo dall’indispensabile dibattito nella società”. La Conferenza episcopale condivide la “comprensibile contrarietà da parte di tutta la società boliviana”.

I vescovi non hanno dubbi. La loro posizione è ferma. È necessario avviare “un dibattito ampio e trasparente, senza cadere, ancora una volta, nella solita e facile accusa che ci viene rivolta, di trame e cospirazioni per destabilizzare il governo”.

Eppure, la Conferenza episcopale lancia un’ultima stoccata a Morales. “Il nuovo Codice penale è stato fatto per l’interesse del potere e non del popolo. Esso va contro i diritti umani e di cittadinanza fondamentali”.