L’inefficacia della politica economica argentina

L’inefficacia della politica economica argentina emerge chiaramente. L’inflazione è al +3,1 per cento a dicembre e al +24,8 per cento nel 2017. Sono i dati diffusi oggi dall’Indec (l’Istituto nazionale di statistica argentino) che riguardano l’indice dei prezzi del mese di dicembre e il dato complessivo dell’inflazione dello scorso anno. Otto punti percentuali al di sopra della meta fissata dall’esecutivo. Questo scarto così ampio tra obiettivi e realtà, ha portato il governo argentino a rivedere i progetti inflazionari, spostandoli indietro di un anno. Con un traguardo da raggiungere per il 2018: un’inflazione del 15 per cento, anziché del 10.

L’incremento inflazionistico di dicembre costituisce l’aumento maggiore registrato in tutto il 2017. Questo spiega l’impennata delle bollette dei principali servizi del 17 per cento. Il settore servizi, in fatto di aumenti, precede i trasporti, le comunicazioni e l’istruzione.

Se si considera il dato aggregato, dal dicembre 2015, fase dell’insediamento dell’esecutivo del presidente Mauricio Macri, si registra un’inflazione complessiva del 60 per cento. I numeri parlano chiaramente. La strategia anti inflazionaria adottata nell’ultimo biennio ha mostrato, drammaticamente, tutta la propria improduttività. Il governo argentino ha puntato soltanto sull’uso del tasso ufficiale di sconto per cercare accelerare l’attività economica.