L’ombra dello shutdown negli Usa

L’ombra dello “shutdown” negli Usa. L’amministrazione americana rischia il blocco delle attività per mancanza di fondi federali. I dipendenti pubblici rimarrebbero senza stipendio e una serie di servizi essenziali non sarebbero garantiti. Tra democratici e repubblicani regna lo stallo. Il dialogo, serrato, al momento non ha portato alcun risultato. La “dead line” è venerdì 19 alle 24, ora di Washington.

Intanto, la Camera vota alle 19 di stasera. Ma i repubblicani comunicano che non ci sarebbero i voti per approvare la misura. Eppure, nella storia americana non c’è mai stato uno “shutdown” quando le Camere sono entrambe controllate dallo stesso partito. Per Mark Meadows, il presidente del Freedom Caucus, la corrente più conservatrice del Grand Old Party, “al momento non abbiamo abbastanza voti per passarla alla Camera, ma le discussioni con la leadership vanno avanti”.

Il presidente Donald Trump, nonostante la fase delicata, non ha risparmiato i toni aspri. Gli strali della Casa Bianca si sono riversati, naturalmente, contro l’opposizione democratica. I dem, infatti, per approvare il bilancio pretendono la tutela dei circa 700mila dreamers, vale a dire gli immigrati arrivati in America con i genitori clandestini. “Vedremo cosa succederà. Dipende dai democratici”, ha dichiarato il presidente.

Ma Trump non ha potuto fare a meno di “cinguettare”. È partito all’attacco dei deputati che stanno valutando il programma di assistenza sanitaria per i “Chip”, i bambini economicamente svantaggiati. “Deve fare parte – ha twittato – di una soluzione a lungo termine e non di una estensione di breve termine o di trenta giorni”.