La posizione ondivaga della Gran Bretagna sulla Brexit

La Gran Bretagna sulla Brexit continua ad avere una posizione ondivaga. Numerosi esponenti del governo conservatore guidato da Theresa May pare stiano discutendo con l’Unione europea l’allungamento a tre anni della fase transitoria post-Brexit.

Lo riferisce il Telegraph. Ma l’esecutivo ha prontamente smentito. Secondo il quotidiano, seppure la posizione ufficiale di Downing Street faccia riferimento ai “circa due anni”, all’interno del governo regna, alta, la preoccupazione. Si teme che si tratti di un lasso di tempo troppo breve. Nonostante le “voci di dentro”, un portavoce della May ha detto “che siamo in presenza di una totale menzogna”.

Ma il Telegraph conferma. “Anche se non si tratta della posizione ufficiale del governo, l’estensione del periodo di transizione è il tema della trattativa in corso con alti esponenti europei”.

Ad ogni buon conto, il ministro per la Brexit David Davis dichiara di essere “fiducioso” rispetto alla possibilità di un accordo al Consiglio europeo di marzo. In realtà, l’Unione ha posto chiaramente una data definitiva per l’uscita: il 31 dicembre del 2020. Sempre secondo il quotidiano, per l’Ue l’ipotesi di prolungare di un anno la fase interlocutoria “non sarebbe un problema”.