La nave americana abbandona dodici corpi di migranti

Dodici corpi esanimi alla deriva nel Mediterraneo. Nessuno li ha recuperati dal mare. Una nuova tragedia delle migrazioni. È quanto è accaduto martedì. La nave militare della sesta flotta della Us Navy Trenton ha soccorso un gommone di migranti che si era rovesciato, recuperando quaranta superstiti e dodici vittime del mare. Ma, non avendo celle frigorifere, dopo le operazioni di soccorso, dalla Trenton sono partite richieste d’aiuto alle guardie costiere libica e italiana. In seguito, la nave si è rivolta alla Ong tedesca Sea Watch, comunicando il recupero dei corpi. Poi, la richiesta di disponibilità al trasbordo. Ma la risposta della Sea Watch è stata raggelante. “Corpi non possiamo prenderne, non abbiamo le celle frigorifere. E i superstiti li prendiamo solo se ci assegnano contestualmente un porto sicuro che non sia più lontano di 36 ore di navigazione”. L’ufficio delle pubbliche relazioni della Trenton ha dichiarato che “non ci sono salme a bordo della nave. L’equipaggio continua a prendersi cura delle persone soccorse. Ci stiamo coordinando con i nostri partner internazionali per decidere la destinazione delle persone a bordo”.

Sea Watch e Trenton hanno passato la notte tra martedì e mercoledì appaiate. Ieri la Ong ha ripreso, completamente vuota, il pattugliamento della zona. Nel frattempo, la nave americana, carica di migranti superstiti a bordo, si trova ancora in mare. È probabile, dopo la vicenda dell’Aquarius che alla nave non venga concesso un porto in Italia. Infatti, gli americani hanno formulato la richiesta alla sala operativa di Roma. Ma la replica è stata inequivocabile. Il soccorso non è stato coordinato da Roma e dunque non spetta all’Italia indicare il porto. La verità è che nessuno ha coordinato il soccorso. A questo punto, la Sea Watch ha lanciato un appello affinché si provveda a far sbarcare i quaranta superstiti a bordo della Trenton: “È inaccettabile che le persone letteralmente raccolte dall’acqua, che hanno visto i loro amici annegare, siano bloccate in mare senza un porto pronto ad accoglierle. Questa è una condanna schiacciante della politica dell’Unione Europea”.

Frattanto, “Dattilo, la nave della Guardia costiera italiana che guida il nostro convoglio, ha deciso di cambiare rotta”. È quanto scrive in un tweet Sos Mediterranee rimarcando che si tratta di una decisione presa a causa del maltempo. “Aquarius − aggiunge infatti la Ong − proseguirà lungo la costa orientale della Sardegna per ripararsi dal maltempo, altrimenti insopportabile per le persone a bordo, esauste, scioccate e in preda al mal di mare”. Pare che l’ipotesi di modificare la rotta, utilizzando la Sardegna come “schermo” contro il maltempo, fosse una delle ipotesi in campo fin dall’inizio dalla Guardia costiera italiana, al fine di garantire, durante il viaggio fino a Valencia, “le condizioni di massima sicurezza possibile” ai migranti. L’Aquarius viaggia all’interno delle acque territoriali italiane, a una decina di miglia dalle coste della Sardegna orientale e ad una velocità di quasi 9 nodi. Il passaggio nelle bocche di Bonifacio è previsto nella prima mattinata di domani. Mentre l’arrivo a Valencia dovrebbe avvenire nella serata di sabato.