Ivanka torna in scena e “strappa” con papà-Donald

Ivanka Trump torna in pubblico e prende le distanze dal papà presidente, in uno “strappo” che mostra come la figlia e consigliera di Donald Trump è pronta a scendere di nuovo in campo dopo mesi trascorsi nell’ombra, forse mossa anche con ambizioni politiche personali. Da tempo infatti circolano voci su un suo accordo con il marito, Jared Kushner, sul fatto che se qualcuno nella loro famiglia dovesse candidarsi alla Casa Bianca sarebbe proprio Ivanka, che sognerebbe di diventare la prima donna presidente. Lo strappo di Ivanka è su due dei temi che stanno più a cuore e sono più cavalcati da Trump, ovvero l’immigrazione e i media.

La figlia del presidente senza mezzi termini si dice in disaccordo con la descrizione dei media come “nemici della gente”. E soprattutto si dice fortemente contraria alla separazione delle famiglie di immigrati: “È stato il punto più basso della mia presenza” alla Casa Bianca, ammette Ivanka.

Le sue parole mettono in evidenza la difficoltà a trovare un equilibrio nel suo ruolo all’interno dell’amministrazione con papà, di cui è consigliera e con il quale non è sempre d’accordo. Un padre-presidente che comunque la ritiene il suo braccio destro. La condanna della politica delle separazione delle famiglie arriva dopo le violente critiche ricevute da Ivanka per non aver fermato il Tycoon e per non averlo criticato pubblicamente. Il “punto più alto” della sua esperienza alla Casa Bianca Ivanka lo identifica invece nella decisione di Trump di commutare la sentenza di Alice Marie Johnson, l’afroamericana condannata all’ergastolo nel 1996 per un reato di droga non violento: “Ho pianto” quando ho visto i filmati della sua uscita dal carcere, dice. “È stata una delle cose più belle che abbia mai visto. È una cosa che ci ricorda l’impatto che si può avere sulla gente”. Rilassata e sicura durante la sua partecipazione a un evento organizzato da Axios, Ivanka è incalzata anche sul suo rapporto con i media. A chi le chiedeva se fosse d’accordo con la definizione di “nemici della gente”, più volte usata dal presidente Trump, ha risposto un secco “no”. “Ho personalmente ricevuto la mia quota personale di copertura” mediatica “che so non essere pienamente accurata. Per questo ho una certa sensibilità sul perché la gente ha timori e preoccupazioni, soprattutto quando ritiene di essere un bersaglio. Comunque non ritengo i media nemici della gente”, ha sottolineato.