California: l’incendio peggiore della sua storia

Le fiamme devastano da giorni la California. Si tratta di un incendio spaventoso. Il più esteso della sua storia. Il fuoco è divampato il 27 luglio, nella zona di Mendocino, nella parte settentrionale della California. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti. I forti venti e le temperature insostenibili hanno contribuito ad alimentare un incendio che non pare fermarsi. Secondo quanto riporta la Cnn, nella zona di Mendocino County stanno ardendo incendi di dimensioni eccezionali: il “Ranch Fire” e il “River Fire”. Insieme, formano il più grande incendio che i pompieri californiani abbiano mai dovuto spegnere. Sono 114.850 gli ettari di terreno devastati dal fuoco. Si tratta di una zona grande quanto l’intera Los Angeles.

Durante il fine settimana, le fiamme sono cresciute del 70 per cento. A nord, nell’area di Shasta County, è in corso, addirittura, un terzo incendio, chiamato “Carr Fire”, che finora ha causato la morte di sette persone. La Casa Bianca ha dichiarato l’area “zona disastrata”. Solo grazie a questa decisione i cittadini delle zone colpite possono chiedere l’assistenza federale. Daniel Berlant, vice direttore aggiunto di Cal Fire, l’agenzia antincendio dello Stato, ha detto che “abbiamo molta acqua per combattere questi incendi, ma siamo chiari: è il nostro clima che sta cambiando e che porta a incendi più gravi e distruttivi”. Per il presidente americano, come sempre, non ci sono dubbi: Donald Trump punta il dito contro le leggi ambientali della California. Un attacco frontale al governatore dello Stato, il democratico Jerry Brown. “Gli incendi boschivi della California − ha twittato domenica scorsa − sono stati amplificati e aggravati dalle pessime leggi ambientali che non consentono di utilizzare in modo adeguato l’enorme quantità di acqua prontamente disponibile”.