Brexit: l’ennesima provocazione della May

Che non sia una bel periodo per la premier Theresa May è ormai risaputo. La disordinata gestione dell’uscita della Gran Bretagna fuori dall’Unione Europea, poi, è sotto gli occhi di tutti. Ma la dichiarazione di un’eventuale Brexit senza accordo con Bruxelles davvero nessuno se l’aspettava. “Non sarebbe la fine del mondo”. Questa l’opinione della premier britannica, che, rispondendo alle domande dei giornalisti durante il viaggio istituzionale in Africa, prova a prendere le distanze dagli scenari catastrofici ipotizzati dal cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, in merito ad un eventuale fallimento dei negoziati con Bruxelles. L’uscita dalla Ue senza l’intesa “non sarebbe una passeggiata nel parco”, ammette May, ciò nonostante, “l’assenza di un accordo non porterebbe ad un buco di 80 miliardi di sterline nei conti pubblici così come ha dichiarato la settimana scorsa il ministro Hammond”. La premier, infatti, rilancia con un attacco politico in perfetto stile inglese e invita gli opinionisti di tutto il mondo a considerare anche le riflessioni esposte da Roberto Azevêdo, direttore generale del Wto, il quale conferma una possibile soft-exit, con accordi bilaterali internazionali e forti investimenti in Africa e Cina.

Ad ogni modo, la deadline per un’intesa comune rimane ottobre, senza dimenticare che alcuni provvedimenti dovranno necessariamente passare per il Parlamento, così da arrivare a formalizzare l’uscita dall’Ue a marzo del prossimo anno. Nei corridoi della Commissione europea già si parla di una proroga per il mese di novembre, ma la May preferisce glissare. Al momento l’unica certezza è la polarizzazione di due fronti opposti: quella cosiddetti Remainers, ovvero i contrari al divorzio dalla Ue che non credono alla capacità del governo di creare alleanze commerciali dopo la Brexit, e quella dei Brexiteers, convinti sostenitori del divorzio, i quali temono che l’auspicato taglio netto con Bruxelles non ci sarà. Nel frattempo, mercati finanziari e cancellerie del resto del mondo guardano con cinismo un’Europa in difficoltà, tra crisi migratoria, ipotesi di revisione del bilancio europeo e la formazione del prossimo Parlamento europeo dai contrappesi politici più fragili. Ma forse tutto questo alla premier britannica non interessa più di tanto. Sbagliando e sopravvalutando la sua posizione. C’è una diffusissima espressione colloquiale inglese che recita “to be over the moon”. Significa non essere realisti davanti una situazione di fatto, ignorare o addirittura minimizzare un dato problema. Sì, è molto probabile che la signora May “sia sopra la luna”. Un po’ per convenienza, un po’ per miope superbia.