L’estrema destra vuole conquistare la Svezia

I socialdemocratici si avviano al peggior risultato dell’ultimi cento anni. E gli ultranazionalisti potrebbero diventare il secondo partito del Riksdag, il Parlamento del regno di Svezia. Eppure, Jimmie Åkesson, il leader del partito di estrema destra, i Democratici svedesi, crede ancora possibile una vittoria. “Voglio essere – sostiene – il primo ministro della Svezia. Voglio ribaltare il potere costituito, voglio cambiare il Paese”. Åkesson è riuscito a dare nuova linfa ad una formazione politica dal passato neonazista e dal presente anti-migranti. Stando ai sondaggi, si tratta di un’operazione di successo.

Infatti, se nel 2010 il partito riesce a raggiungere poco più della soglia di sbarramento, attorno al 4 per cento, oggi è accreditato del 19 per cento. Ma alcuni istituti sostengono possa superare il 20 per cento. Sarebbe un pericoloso trionfo. Così, domenica prossima, i 7,3 milioni di elettori svedesi sono chiamati a decidere il futuro del Paese. Ad ogni buon conto, l’ipotesi più probabile resta quella di un governo di minoranza a guida socialdemocratica. Un fatto è ormai certo: il partito progressista di Stefan Löfven rischia di ottenere un -10 per cento rispetto alle ultime elezioni. Sarebbe una storica débâcle.