Accoltellato Bolsonaro rinuncia alle presidenziali

In Brasile il clima politico è pesante. Due dei candidati favoriti alla presidenza sono fuori gioco. Il Tribunale federale ha respinto il ricorso Luiz Inácio Lula da Silva. L’ex capo dello Stato è in stato di detenzione per una condanna penale, dallo scorso aprile. Così il leader progressista non potrà partecipare alla campagna elettorale. L’altro competitor accreditato di buone chance di vittoria Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra, versa in gravi condizioni all’ospedale Santa Casa de Juiz de Fora. Bolsonaro è stato accoltellato all’addome durante un comizio, nella città di Juiz de Flora, che si trova a tra Rio de Janeiro e Belo Horizonte. Il  candidato del Partito social-liberale, ampiamente in testa nelle intenzioni di voto per le presidenziali del 7 ottobre, non sarà dimesso “prima di una settimana, dieci giorni”. 

Bolsonaro ha ufficializzato il suo ritiro dalla campagna elettorale. La lama ha trapassato l’intestino crasso e l’intestino tenue. L’attentato è avvenuto alle 15 locali di giovedì, le 20 in Italia. L’aggressore è stato bloccato dalla folla mentre urlava “Morirai”. L’uomo, quarant’anni, è identificato come Adelio Bispo de Oliveira, già militante del Partito di sinistra Psol dal 2007 al 2014. La polizia ha annunciato che dopo l’arresto, l’uomo ha dichiarato di avere “compiuto una missione divina, una missione di Dio”. Sulla pagina Facebook dell’attentatore risultano postati dei messaggi fortemente critici nei confronti di Bolsonaro. E altri messaggi favorevoli alla sinistra in Brasile e al governo del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Frattanto, il presidente brasiliano Michel Temer ha condannato duramente l’attentato: “È intollerabile – ha detto – vedere che in uno Stato democratico non sia possibile vivere una campagna normale”.