Brasile, Bolsonaro presidente in pectore

Jair Bolsonaro è vicino al traguardo. Il 28 ottobre il candidato di estrema destra alla presidenza del Brasile si confronterà, nel turno di ballottaggio, con Fernando Haddad del partito dei Lavoratori. Bolsonaro è già al 46 per cento delle preferenze. Lo sfidante è al 29 per cento. L’ex capitano dell’esercito è portatore di un programma di liberalizzazione, accolto positivamente dalla destra cilena di Sébastian Piñera. L’ideologo di Bolsonaro è un 68enne dottore di ricerca all’Università di Chicago: Paolo Guedes. Il professore ha partecipato alla campagna elettorale, convincendo gli industriali e gli agrari. Guedes ha sottolineato che Bolsonaro difenderà le privatizzazioni ed è deciso a varare le riforme delle pensioni e del fisco. Ma Bolsonaro ha fatto di più: ha preso le distanze dal suo vice Hamilton Mourão, un noto nostalgico della dittatura militare.

Frattanto, Bolsonaro ha comunicato che non parteciperà al primo dei dibattiti televisivi con Haddad in vista del secondo turno, previsto per venerdì prossimo. Le motiviazioni sono legate alle raccomandazioni dei medici che lo seguono dall’attentato di cui è stato vittima lo scorso 6 settembre nel Minas Gerais. Dopo un esame del candidato, il chirurgo Luiz Macedo e il cardiologo Leandro Echenique hanno detto alla stampa che Bolsonaro, che ha ricevuto una profonda coltellata all’addome durante un meeting elettorale, ha perso circa 15 chili di massa corporale ed è ancora troppo debole per affrontare un dibattito televisivo. Bolsonaro è stato dimesso solo lo scorso 26 settembre, e si è trasferito dall’ospedale Albert Einstein di San Paolo alla sua residenza privata di Barra de Tijuca, a Rio de Janeiro. L’unica volta che lo si è visto in pubblico da allora è stato domenica scorsa, quando è andato a votare.