Ancora guai per gli F-35. Parte l’indagine Usa

Nuovi guai per gli F-35. I jet sono di nuovo a terra, a causa di preoccupazioni legate all’affidabilità. Per queste ragioni, le operazioni di volo della flotta sono state sospese negli Stati Uniti, in maniera temporanea. Sono in corso ispezioni nel Regno Unito. Il Pentagono e il ministero della Difesa britannico sono stati costretti ad interrogarsi a seguito dell’ultimo incidente avvenuto il 28 settembre scorso in South Carolina. Quando uno degli aerei si è schiantato al suolo. Per fortuna, il pilota è riuscito a salvarsi. Naturalmente si tratta di un grave passo indietro per uno dei programmi di armamenti più sofisticati e dispendiosi al mondo. Il costo di uno solo dei velivoli in questione, prodotti dalla Lockheed Martin, si aggira sui 100 milioni di dollari. Alcune componenti dei jet sono realizzate in Italia, nello stabilimento Faco di Cameri in provincia di Novara, con la partecipazione di Leonardo. Ma nella produzione sono coinvolti anche altri Paesi: Giappone, Turchia e Corea del Sud.

Il Dipartimento della Difesa americano sostiene che la sospensione sarà utile per condurre un’ispezione delle pompe di carburante degli aerei della flotta statunitense. L’indagine dovrebbe rappresentare un autentico blitz della durata di due giorni al massimo. Anche il Regno Unito ha dato il via libera alle ispezioni straordinarie. Un portavoce del ministero della Difesa britannico sostiene che “la sicurezza sia un nostro interesse basilare. Pertanto, abbiamo deciso una pausa di alcuni dei voli dei nostri F-35 come misura precauzionale mentre sono in corso le verifiche. Continueranno i test dei modelli destinati ad essere imbarcati sulla nuova portaerei britannica Hms Queen Elizabeth”. Un fatto è certo: “I programmi di ammodernamento dell’aeronautica del Regno Unito al momento non cambiano”. In ogni caso, il programma degli F-35 andrà avanti per decenni. Con una stima di circa tremila velivoli venduti non solo a Washington e a Londra. Complessivamente, gli Stati Uniti dovrebbero spendere circa mille miliardi di dollari.