L'Europa e il cyber-spionaggio russo

Nuove disposizioni sono state approvate dal Parlamento e dal Consiglio d’Europa per proteggere il processo elettorale dalle campagne di disinformazione online che si annodando intorno all’uso improprio dei dati personali digitali degli elettori. I recenti casi internazionali, basti pensare allo scandalo Facebook-Cambridge Analytica, hanno dimostrato come la vulnerabilità dei sistemi di protezione dati possano inquinare, deviare e minare il dibattito pubblico, in occasione dei processi elettorali in sistemi “democratici”. Con lo sguardo rivolto alle prossime consultazioni europee, i negoziatori del Parlamento e del Consiglio europeo hanno avviato una serie di studi, monitoraggi e proposte per concordare un progetto di legge teso a introdurre sanzioni finanziare per partiti, fondazioni e organizzazioni politiche che violano consapevolmente le norme sulla protezione dei dati personali per influenzare e deviare l’opinione pubblica e i processi mediatici sociali in occasione delle elezioni europee.

La Commissione Europea ha presentato tale proposta come pacchetto legislativo che invoglia lo svolgimento di azioni sociali tesi a rafforzare un clima favorevole per elezioni europee aperte, partecipate e democratiche. Le nuove disposizioni andrebbero a modificare, in particolare, il regolamento datato 2014 sul funzionamento dei finanziamenti ai partiti politici da parte di organizzazioni e fondazioni politiche internazionali e sovranazionali. Successivamente, l’accordo dovrà essere approvato dalla Commissione affari costituzionali del Parlamento europeo e dalla plenaria del Parlamento e dal Consiglio. D’altronde sono innumerevoli i paesi dove si stanno svolgendo inchieste sulle probabili influenze provenienti dalla Russia. Inchieste da valutare con la dovuta attenzione.

Il Cremlino è stato accusato di intromettersi nelle vicende politiche europee e di fomentare i populismi, partendo dai sostenitori della Brexit, passando per il finanziamento della campagna elettorale di Marine Le Pen, la quale non ha mai fatto mistero della sua amicizia con Putin. E tra le relazioni sospette ci sono anche quelle con gli esponenti di spicco del movimento 5 stelle che, secondo recentissime accuse, avrebbe ricevuto appoggio da Mosca in vista delle prossime elezioni. Note invece sono le posizioni pro-Putin della Lega Nord. Non solo. L’influenza russa sembra essere divenuta consistente anche in quei movimenti democratici ed europeisti.

Il gioco è semplice. Attraverso la candidatura e il sostegno, economico e online, di personalità “euro-scettiche” e stataliste, contrarie al libero esercizio delle attività economiche e sociali, anche in formazioni democratiche ed europeiste si rafforzano le aree di coloro contrari alla svolta federalista dell’Europa. Basti ricordare il gioco russo con l’Ucraina. L’ingerenza europea nella politica in Ucraina spinse Putin a prendersi la Crimea come risposta. La differenza? L’ingerenza europea è stata solo superficiale, l’Europa non ha mai sostenuto concretamente lo stato ucraino. La Russia è intervenuta con forza, nell’indifferenza occidentale, per attaccare la sovranità di uno stato. “Il modo in cui la Russia esercita la sua influenza prima di tutto è contattando alcuni politici di estrema destra o estrema sinistra e stabilendo una relazione. A volte, invece, si tratta di finanziare alcuni gruppi marginali che non appaiono estremisti”, ha recentemente ribadito Aleksander Baunov di Carnegie da Mosca.

Recentemente anche l’Olanda aveva lanciato la conferma di un altro piano sventato nell’aprile scorso: un cyberattacco russo contro l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche dell’Aja, cui è seguita l’espulsione di quattro agenti russi. Anche l’Italia è un obiettivo del cyber-spionaggio russo. “Attenti ai Cavalli di Troia russi”. Mosca vuole “destabilizzare sempre di più l’Occidente”. Era stato  questo l’allarme lanciato da uno studio, “I cavalli di Troia del Cremlino 2.0”, pubblicato dal think tank americano Atlantic Council che ha studiato le infiltrazioni russe negli ultimi anni in Europa attraverso il sostegno a formazioni politiche marginali e non e con la creazione di campagne social ad hoc.