Lo sciopero generale ferma la Francia

La Francia si ferma è fermata. I cittadini sono scesi in piazza per protestare contro la riforma delle pensioni sociali, uno dei capisaldi del programma di Emmanuel Macron. I servizi si sono fermati quasi del tutto per tutto il giorno: dagli aerei ai treni, da autobus e metro alle scuole, fino agli ospedali, aperti solo per le emergenze. In tutto il Paese si è registrata una mobilitazione di massa, tra le più imponenti degli ultimi anni. Sono circa 250 le manifestazioni previste a Parigi ed in altre città, promosse da sindacati, partiti dell’opposizione e ‘gilet gialli’ per chiedere al presidente francese una clamorosa marcia indietro. La capitale sarà blindata, con seimila poliziotti dispiegati.

Purtroppo si sono registrati i primi scontri nel corteo parigino, appena partito e non ancora giunto place de la Republique. Nei dintorni della grande piazza, dove hanno preso posizione centinaia di black bloc con il volto coperto, sono in fiamme alcuni cassonetti e i pompieri stanno intervenendo. I casseur stanno lanciando sassi contro le vetrine, la situazione è sempre più tesa. I giovani, vestiti di nero e con il volto coperto, hanno già preso di mira e danneggiato alcune telecamere di operatori tivù che li stavano riprendendo. La situazione, anche per il corteo di migliaia di persone che sta premendo dal boulevard de Magenta, è ora piuttosto tesa.

Si teme la riproposizione dei grandi scioperi del 1995, quando il Paese restò paralizzato per tre settimane, fino a Natale, con due milioni di lavoratori in piazza e un mesto dietro-front da parte del governo, con successive dimissioni dell’allora premier Alain Juppé e scioglimento del Parlamento. La giornata si annuncia pesantissima, a cominciare dal fronte dei trasporti. Dalle prime cifre, il movimento di protesta avrà un forte seguito e la percentuale media degli annullamenti di treni è del 90 per cento.

Code chilometriche alla frontiera italo-francese di Ponte San Ludovico, a Ventimiglia, ma anche a quella franco-italiana, dove la police nationale transalpina partecipa allo sciopero indetto contro la riforma delle pensioni. La polizia francese ferma tutte le auto in ingresso e in uscita dal proprio territorio nazionale, proprio come forma di partecipazione allo sciopero. Un disagio in più per i frontalieri, visto che per ovviare allo sciopero che paralizza anche i treni, hanno organizzato bus per arrivare nel Principato di Monaco e per tornare in Italia. Minori disagi sono segnalati alla frontiera alta di Ponte San Luigi, che si raggiunge con la vecchia Aurelia, da frazione Latte (Ventimiglia) e sull’Autostrada dei Fiori.