Malta, la formazione dei funzionari del Commonwealth e la crescita blu

Nelle scorse settimana l’isola di Malta è tornata a stupire per la capacità di coniugare diplomazia, ricerca e blue economy. Sull’isola si sono svolti sette giorni di approfondimento e formazione per funzionari pubblici, di varie nazionalità e continenti appartenenti al Commonwealth, sulle tematiche dell’Oceanograpgy e della Blue Growth. La formazione è stata finalizzata alla crescita delle conoscenze che si possono ricavare dai dati oceanografici, valorizzando l’elaborazione di prodotti e progetti per lo sviluppo marino sostenibile e politiche economiche legate alla blue economy.

I professionisti e gli esperti che hanno partecipato ai lavori e alla formazione sulle politiche oceaniche sono stati funzionari pubblici e analisti che provengono da Tonga, Sri Lanka, Somalia, Seychelles, Namibia, Mauritius, Etiopia, Gibuti, Barbados e alcuni esperti dell’Unione Africana. Ai lavori ha partecipato anche il ministro degli Esteri uscente di Malta, Carmelo Abela, che ha dichiarato il proprio sostegno a chi sta intraprendendo e incrementando politiche sostenibili negli stati insulari e nelle zone costiere situate in tutte le aree geografiche del Commonwealth e dell’Africa. “Tale impegno di Malta nei confronti di stati amici e nelle piccole isole è inquadrato nell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare Sdg14 (Life Below Water) e Sdg 17 (Partnership for the Goals)”, ribadì Carmelo Abela.

Nel corso degli ultimi anni, con l’istituzione a Malta di centri di formazione come l’International Maritime Law Institute (Imli) e l’International Ocean Institute, nonché degli innumerevoli corsi dell’Università di Malta dedicati alla blue economy, la reputazione della piccola isola quale centro di eccellenza nella formazione e nello sviluppo della governance degli oceani è cresciuta notevolmente, attirando l’attenzione diplomatica e accademica di numerosi stati legati al Commonwealth. Abela ha sottolineato l’importanza dello sviluppo economico marittimo, così come sostenuto dalla Carta Blu descritta dal Commonwealth, evidenziando le enormi opportunità e prospettive che l’economia del mare e degli oceani può generare anche in stati piccoli, producendo un’evidente miglioramento economico dell’economia di vari paesi. Il corso di formazione è stato il risultato di una partnership tra il Commonwealth Small States Centre of Excellence e il team di ricerca sull’oceanografia dell’Università di Malta.

La particolarità dell’approccio maltese è quella di generare sinergie di ricerca tra gli esperti di blue economy, intelligenza artificiale ed economia digitale. Internet of Things (IoT), Big Data, cloud computing e analisi dei dati possono fornire nuovi approcci alla gestione delle analisi e alla creazione di progettualità economiche che uniscano tecnologia, tutela eco sostenibile, ricerca marittima ed oceanografica.

Idee condivise e sostenute anche da Sergio Passariello, presidente della Ngo maltese Mactt – Mediterranean Academy of Culture, Technology and Trade di Malta, che sulle prospettive tra tecnologia e blue economy a Malta ha dichiarato: “Sviluppare eccellenze e cooperazione nei settori dell’economia blu, come la scienza oceanografica e fisica, e la sua applicazione in tema di energie e ricerca, risulta strategico per Malta e per numerosi stati del Mediterraneo chiamati a coniugare politiche di crescita con la sostenibilità economica e la tutela ambientale. E proprio l’arcipelago maltese può rappresentare un modello di riferimento per la capacità di guardare al futuro sfruttando in maniera consapevole le potenzialità degli strumenti più innovativi. La nostra organizzazione, forte della presenza sul territorio, conferma il suo impegno a divulgare le novità che accompagnano questi sviluppi e le relative occasioni di conoscenza e formazione a servizio di chi vuole mantenere il passo con le più recenti evoluzioni”.

Sviluppare eccellenze e cooperazione nei settori dell’economia blu, come la scienza oceanografica e fisica e la sua applicazione in tema di energie e ricerca, è divenuta una necessità per Malta e per numerosi stati, soprattutto per le altre isole, che vedono intrecciate le proprie prospettive di crescita con la sostenibilità economica e la tutela ambientale.