Black Lives Matter: “Noi siamo marxisti indottrinati”

Un recente sondaggio del Pew Research Center ha rilevato che più di due terzi degli americani appoggiano il movimento Black Lives Matter. Questo elevato livello di sostegno induce a chiedersi cosa l’opinione pubblica sappia esattamente di BLM.

In apparenza, Black Lives Matter si presenta come un movimento di base dedito ai nobili compiti di combattere il razzismo e la brutalità della polizia. Ma andando al di là delle apparenze si scopre che BLM è un movimento rivoluzionario marxista finalizzato a trasformare gli Stati Uniti – e il mondo intero – in una distopia comunista.

Questo è il primo di due articoli che evidenzia come:

  • I fondatori di BLM ammettono apertamente di essere degli ideologi marxisti. Tra i loro mentori dichiarati spiccano gli ex membri dei Weather Underground, un gruppo terroristico della Sinistra radicale che, negli anni Sessanta e Settanta, tentò di indure una rivoluzione comunista negli Stati Uniti. Black Lives Matter è vicino al dittatore venezuelano Nicolas Maduro, le cui politiche socialiste hanno portato al crollo economico e hanno arrecato un’indicibile sofferenza a milioni di persone in quel Paese.
  • BLM afferma di voler abolire la famiglia nucleare, la polizia, le prigioni, l’eteronormatività e il capitalismo. Black Lives Matter e i gruppi a esso associati chiedono una moratoria su affitti, mutui e bollette, nonché risarcimenti danni per una lunga lista di rimostranze. I leader di BLM hanno minacciato di “distruggere il sistema” se le loro richieste non saranno soddisfatte. Stanno anche addestrando delle milizie, sulla falsariga del movimento militante delle Black Panthers, le Pantere Nere degli anni Sessanta.
  • Black Lives Matter, che non è registrata come organizzazione no-profit, ha raccolto decine di migliaia di dollari in donazioni. Le finanze di BLM sono opache. Le donazioni destinate al movimento vengono raccolte da ActBlue, una piattaforma d raccolta fondi collegata al Partito Democratico e alle cause a esso associate. In effetti, i leader del BLM hanno confermatoche il loro obiettivo immediato è quello di rimuovere dalla carica il presidente americano Donald J. Trump.
  • Ma soprattutto, la premessa principale del BLM si basa su una menzogna: ossiache gli Stati Uniti sono “in guerra” con gli afro-americani. I neri non vengono sistematicamente presi di mira dai bianchi. Cinquant’anni dopo la firma del Civil Rights Act del 1964, più di tre americani su quattro, bianchi e neri, concordano sul fatto che sono stati compiuti dei progressi reali per sbarazzarsi della discriminazione razziale. Gli studiosi rilevano che l’incapacità del Black Lives Matter di produrre solide prove empiriche del razzismo sistemico spiega perché i suoi leader continuano a “estendere e aggravare” la condanna per includere l’intero ordine politico e sociale americano.

Il BLM nelle sue stesse parole

“In realtà, noi abbiamo una struttura ideologica. Alicia [Garza] e io, in particolare, siamo degli organizzatori qualificati. Siamo marxisti indottrinati. Abbiamo una profonda conoscenza delle teorie ideologiche.” – Patrisse Cullors, co-fondatrice di BLM, 22 luglio 2015.

“Se questo Paese non ci dà ciò che vogliamo, allora distruggeremo questo sistema e lo sostituiremo. Chiaro? E potrei parlare metaforicamente. Potrei parlare in senso letterale. È una questione di interpretazione. (...) Voglio solo la liberazione nera e la sovranità nera, con ogni mezzo necessario.” – Hank Newsome, attivista BLM, 25 giugno 2020.

“Rimanete nelle strade! Il sistema sta lanciando ogni tattica diversiva e di smobilitazione nei nostri confronti. Noi ci battiamo per porre fine alla polizia e alle prigioni come un sistema che necessita di una lotta all’imperialismo capitalista eteropatriarcale suprematista bianco. Controllate i vostri compagni e restate concentrati.” – BLM Chicago, Twitter, 16 giugno 2020.

“Non esistono cose come le ‘vite blu’. Non esiste una tonalità di vita blu. Essere un agente di polizia è un’occupazione. È un lavoro. ‘Tutte le vite contano’ è come dire che il cielo è blu. Non ho mai sentito dire che la polizia è dalla parte giusta della storia.” – Alicia Garza, co-fondatrice di BLM, ktvu.com, 30 marzo 2018.

“Sono centinaia di anni di oppressione generazionale, di traumi e di razzismo infrastrutturale che hanno un impatto sui nostri corpi e li rendono più vulnerabili a qualcosa come il Covid-19.” –Patrisse Cullors, co-fondatrice di BLM, Hollywood Reporter, 2 giugno 2020.

“Noi diciamo #DefundThePolice e #DefundDepOfCorrections perché lavorano in tandem. L’aumento delle incarcerazioni di massa è avvenuto parallelamente all’aumento del numero di poliziotti e alla loro militarizzazione. Devono essere aboliti come sistema.” – BLM Chicago, 13 giugno 2020.

“Noi siamo anticapitalisti. Crediamo e ci rendiamo conto che i neri non otterranno mai la liberazione sotto l’attuale sistema capitalista razzializzato globale.” – Movement for Black Lives (M4BL), di cui BLM fa parte, 5 giugno 2020.

“‘Tutte le vite contano’ è più di un fischietto razzista per cani che tenta sia di delegittimare secoli di accuse di oppressione globale dei neri sia di etichettare come nemici dello Stato coloro che ostentano un enorme orgoglio del fatto di essere neri. Ebbene, noi siamo nemici di ogni Stato razzista, sessista, classista, xenofobo che sanziona la brutalità e gli omicidi ai danni degli emarginati che meritano di vivere come persone libere.” – Feminista Jones, attivista BLM.

“Noi appoggiamo la società civile palestinese nel chiedere sanzioni mirate, in linea con le leggi internazionali contro il regime colonialista e di apartheid israeliano.” – BLM UK, 28 giugno 2020.

“Noi siamo un movimento ABOLIZIONISTA. Non crediamo nella riforma della polizia, dello Stato o del complesso industriale carcerario.” – BLM UK, 21 giugno 2020.

“Sì, penso che anche le statue che raffigurano Gesù come un europeo bianco dovrebbero essere abbattute. Sono una forma di suprematismo bianco. Lo sono sempre state. Nella Bibbia, quando la famiglia di Gesù voleva nascondersi e mimetizzarsi, indovinate dove sono andati? In EGITTO! Non in Danimarca. Abbattetele.” – Shaun King, leader del BLM 22 giugno 2020.

“Stiamo vivendo un momento politico in cui per la prima volta dopo tanto tempo si parla di alternative al capitalismo.” – Alicia Garza, co-fondatrice di BLM, marzo 2015.

“L’antirazzismo è anticapitalista, e viceversa. Non ci sono due modi per aggirarlo. Per essere un antirazzista occorre pretendere un totale rifiuto dello status quo. La fine del razzismo richiede una trasformazione del sistema politico-economico globale.” – Joshua Virasami, BLM UK, 8 giugno 2020.

Breve storia

Black Lives Matter è nato nel luglio del 2013, quando George Zimmerman, responsabile della vigilanza di quartiere di origine ispano-tedesca, è stato assolto dalle accuse di omicidio di Trayvon Martin, un 17enne afroamericano, studente di una scuola superiore di Sanford in Florida, rimasto ucciso nella fatale sparatoria del 2012.

Alicia Garza, un’afroamericana di Oakland, in California, ha pubblicato su Facebook “una lettera d’amore alle persone nere”. La Garza ha scritto: “Sono ancora sorpresa di quanto conti poco la vita dei neri. Neri. Vi amo. Ci amo. Le nostre vite contano”. Patrisse Cullors, un’afroamericana di Los Angeles, in California, ha poi pubblicato su Twitter il post di Facebook della Garza, con l’hashtag #BlackLivesMatter. Dopo aver visto l’hashtag, Opal Tometi, figlia di immigrati nigeriani, di Phoenix, in Arizona, si è unita alla Garza e alla Cullors per stabilire una presenza su Internet. La Tometi ha acquistato il nome del dominio e ha costruito la piattaforma digitale di Black Lives Matter, inclusi gli account dei social media, dove ha incoraggiato le persone a raccontare le loro storie.

L’hashtag #BlackLivesMatter ha attirato l’attenzione nazionale nell’agosto del 2014, dopo la fatale sparatoria in cui è rimasto ucciso il 18enne Michael Brown di Ferguson, in Missouri, per mano di Darren Wilson, un poliziotto bianco. L’hashtag è stato onnipresente durante le rivolte del novembre 2014, quando un gran giurì ha deciso di non incriminare Wilson. Nel 2018, l’hashtag #BlackLivesMatter è stato twittato più di 39 milioni di volte.

Sin dai suoi esordi, sette anni fa, Black Lives Matter è diventato un movimento con quasi 40 sezioni e migliaia di attivisti negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna. Ciò che è iniziato come un tentativo di cercare giustizia per i neri si è trasformato in un movimento molto più esteso – e più radicale – nelle sue richieste.

Qual è il programma?

La visione del mondo di BLM si basa su una serie di teorie di estrema sinistra, tra cui la teoria critica della razza e quella intersezionale. La teoria critica della razza postula che il razzismo è sistemico, basato su un sistema di supremazia bianca ed è quindi un elemento permanente della vita americana. La teoria intersezionale afferma che le persone sono spesso svantaggiate da molteplici fonti di oppressione: la loro razza, la classe, l’identità di genere, l’orientamento sessuale, la religione e altri indicatori di identità.

Black Lives Matter e altri rappresentanti della teoria critica e di quella intersezionale respingono le responsabilità individuali per comportamento, criminale e di altro tipo, perché, a loro dire, i neri sono vittime sistemiche e permanenti del razzismo. Tale razzismo, secondo BLM, può essere sconfitto eliminando totalmente il sistema economico, politico e sociale americano e ricostruendolo da zero, secondo i principi marxisti.

Black Lives Matter cerca di rimpiazzare i pilastri fondamentali della società americana: 1) abolire il concetto giudaico-cristiano della famiglia nucleare tradizionale, l’unità sociale di base in America; 2) abolire la polizia ed eliminare il sistema carcerario; 3) integrare il transgendarismo e delegittimare la cosiddetta eteronormatività (la convinzione che l’eterosessualità sia la norma); 4) abolire il capitalismo (un’economia libera) e sostituirlo con il comunismo (un’economia controllata dal governo).

Abolire la famiglia nucleare tradizionale

Nel suo programma politico, Black Lives Matter afferma che è impegnato ad abolire la famiglia nucleare tradizionale:

“Noi distruggiamo il requisito della struttura della famiglia nucleare così come fissato dall’Occidente, sostenendoci a vicenda come famiglie allargate e ‘villaggi’ che si prendono cura collettivamente l’uno dell’altro, soprattutto dei nostri figli, al punto che madri, genitori e figli si sentono a proprio agio”.

Karl Marx e Friedrich Engels bocciarono la famiglia tradizionale perché, secondo loro, la famiglia nucleare, in quanto unità economica, sostiene il sistema capitalista. Engels ha scritto: “La cura e l’educazione dei fanciulli diventa un fatto di pubblico interesse: la società ha cura in egual modo di tutti i fanciulli, legittimi e illegittimi”.

Molti esperti hanno notato che gli afroamericani hanno bisogno di famiglie più forti e non più deboli. Nel marzo del 1965, Daniel Patrick Moynihan, all’epoca sottosegretario al Lavoro sotto il presidente americano Lyndon B. Johnson, redasse un rapporto innovativo, incentrato sulle radici della povertà tra gli afroamericani negli Stati Uniti. Il report collegava i numerosi problemi che affliggevano gli afroamericani – la criminalità, la disoccupazione, il fallimento scolastico, le nascite extraconiugali – al crollo della famiglia nucleare tradizionale.

Quando il Rapporto Moynihan venne scritto nel 1965, il tasso di natalità fuori dal matrimonio tra la popolazione nera statunitense era del 25 per cento. Cinquant’anni dopo, nel 2015, il tasso di natalità fuori dal matrimonio tra la popolazione nera statunitense era superiore al 75 per cento, secondo il National Center for Health Statistics.

Vent’anni dopo la pubblicazione del Rapporto Moynihan, Glenn Loury, il primo economista nero a ottenere una cattedra alla Harvard University, ha elogiato Moynihan come profeta:

“La parte più povera della comunità nera ha problemi impellenti che non possono più essere attribuiti esclusivamente al razzismo bianco e che ci costringono a confrontarci con i gravi insuccessi nella società nera. La disorganizzazione sociale tra i neri poveri, il basso rendimento scolastico degli studenti neri, il tasso altissimo di criminalità tra neri e un allarmante aumento di gravidanze indesiderate precoci nelle adolescenti nere si profilano ora come i principali ostacoli al progresso dei neri”.

Thomas Sowell, un economista e teorico sociale afroamericano ha opinato che il Rapporto Moynihan del 1965 “potrebbe essere stato l’ultimo rapporto onesto sulla razza”. Al contrario, attivisti per i diritti civili afroamericani hanno criticato Moynihan per “aver incolpato la vittima”.

Abolire la polizia e le prigioni

BLM afferma che vuole “tagliare i fondi” e infine “abolire” la polizia e le prigioni negli Stati Uniti. Gli agenti di polizia sarebbero sostituiti da educatori, assistenti sociali, esperti di salute mentale e leader religiosi, i quali, secondo BLM, abbasserebbero i livelli di criminalità.

In un’intervista a Newsweek, Patrisse Cullors, co-fondatrice di BLM, ha dichiarato:

“La libertà della maggior parte dei bianchi benestanti si basa sulla mancanza di libertà dei neri. Pertanto, le forze dell’ordine non vengono di fatto utilizzate per proteggere i neri. Sono abituate a pattugliare, occupare, molestare, abusare e spesso a dare la caccia, e soprattutto, a quanto visto, a uccidere le nostre comunità.

“La polizia e le incarcerazioni sono un continuum. Il mantenimento dell’ordine è la prima risposta e poi viene l’incarcerazione. E questi due sistemi sono molto, ma molto interdipendenti. Dobbiamo lavorare per sbarazzarci di entrambi i sistemi”.

In un’intervista a Hollywood Reporter, la Cullors ha spiegato che lei non è solo un’attivista, ma un’abolizionista dei nostri giorni:

“Un abolizionista crede in un mondo in cui la polizia e le carceri non sono più un’arma di sicurezza pubblica”.

Opal Tometi, co-fondatrice di BLM, in un’intervista a The New Yorker, ha affermato che il mantenimento dell’ordine in America ha le sue radici nella gestione della schiavitù e quindi è sistematicamente razzista. Ha spiegato:

“Ci battiamo e ci adoperiamo per porre fine a una guerra contro le vite dei neri. Ed è così che la vediamo: questa è una guerra contro la vita dei neri. E la gente capisce che questo sistema è pieno di ogni sorta di disuguaglianza e ingiustizia, e che i pregiudizi impliciti e il razzismo sono integrati nel modo in cui avviene in questa nazione il mantenimento dell’ordine pubblico – e se lo si guarda da un punto di vista storico, la polizia è stata istituita come slave patrol. L’evoluzione della polizia è radicata in questo...”.

Il capo della polizia di Washington, D.C., Peter Newsham, ha avvertito che definanziare i dipartimenti di polizia potrebbe causare un aumento dell’uso eccessivo della forza da parte degli agenti di polizia:

“La prima cosa che contribuisce all’uso eccessivo della forza in un dipartimento di polizia è non finanziarlo a sufficienza. Se definanziamo i dipartimenti di polizia questo avrà un impatto sull’addestramento, sull’arruolamento, sulla possibilità di formare dei buoni leader”.

La Lega di Protezione della Polizia di Los Angeles, il sindacato di polizia della città, ha dichiarato che i tagli al budget sarebbero “del tutto irresponsabili”:

“Tagliare il budget della LAPD implicherebbe tempi di risposta dilatati alle chiamate al 911 (il numero telefonico di emergenza), agenti di polizia che chiederanno inutilmente rinforzi, e indagini su stupri, omicidi e aggressioni che non avranno luogo o richiederanno molto tempo per essere avviate, e figuriamoci per essere portate a termine.”

I sondaggi mostrano che la maggior parte degli americani – tra cui la maggior parte dei neri – non condivide le idee di BLM sull’abolizione della polizia. Un recente rapporto Rasmussen ha rilevato che il 63 per cento degli adulti americani “considera quello di un agente di polizia come uno dei compiti odierni più importanti del nostro Paese”. Inoltre, il 64 per cento teme che l’attuale sentimento anti-polizia indurrà un minor numero di persone a diventare poliziotti e ciò “ridurrà la sicurezza pubblica nella comunità in cui vivono”. E soprattutto, secondo il rapporto Rasmussen, “i neri (67 per cento) sono maggiormente preoccupati per la sicurezza pubblica nei luoghi in cui vivono, rispetto al 63 per cento dei bianchi e al 65 per cento delle altre minoranze americane”.

Abolire l’eteronormatività

Il programma politico di BLM afferma:

“Siamo autoriflessivi e facciamo il lavoro necessario per eliminare il privilegio cisgender [un termine con il quale si designano le persone la cui identità di genere corrisponde al sesso loro assegnato alla nascita] e a migliorare la situazione dei transessuali neri, in particolare quella delle donne trans nere che continuano a essere colpite in modo sproporzionato dalla violenza trans-fobica...”

Uno studio accademico intitolato “The ‘Queering’ of Black Lives Matter”, descrive in modo molto dettagliato come le questioni relative all’identità sessuale e all’orientamento di genere abbiano avuto priorità sull’attenzione originaria rivolta da BLM alla brutalità della polizia. L’enfasi considerevole sulla sessualità ha portato alle accuse secondo cui BLM è “un movimento gay che si maschera da movimento nero”.

Due delle tre fondatrici di Black Lives Matter si definiscono “donne gay nere”. Una di loro, Alicia Garza, è sposata con un transessuale bi-razziale. Patrice Cullors si definisce ”poliamorosa”. In un’intervista dopo l’altra, la Garza e la Cullors sollevano la questione delle “persone transessuali nere e di quelle non conformi al genere”, spesso a scapito della questione della brutalità della polizia.

In un’intervista a The New Yorker, la Garza ha affermato di non essere interessata alla tradizione americana del “vivi e lascia vivere”: “Vogliamo essere sicuri che la gente non dica: ‘Beh, qualunque cosa tu sia, non mi interessa’. No, voglio che interessi loro. Voglio che mi vedano come sono realmente”.

Abolire il capitalismo e il “sistema patriarcale”

BLM identifica il capitalismo con il razzismo nello stesso modo in cui i suoi cugini Antifa equiparano il capitalismo al fascismo. Le idee di BLM sul capitalismo si basano sul concetto di “capitalismo razziale”, un termine coniato dallo scomparso Cedric Robinson, il quale ha tentato di dimostrare che capitalismo e razzismo sono due facce della stessa medaglia: entrambi, secondo Robinson, dipendono dalla schiavitù, dalla violenza, dall’imperialismo e dal genocidio.

L’ala britannica di Black Lives Matter UK afferma: “Siamo guidati dall’impegno di eliminare l’imperialismo, il capitalismo, la supremazia bianca, il patriarcato e le strutture statali che danneggiano in modo sproporzionato i neri in Gran Bretagna e nel mondo”.

Movement for Black Lives (M4BL), un “ecosistema” di più di 170 organizzazioni guidate da neri, tra cui BLM, afferma:

“Noi siamo anticapitalisti. Crediamo e ci rendiamo conto che i neri non otterranno mai la liberazione sotto l’attuale sistema capitalista razzializzato globale”.

M4BL esige ”una ricostruzione dell’economia per garantire alle comunità nere un diritto di proprietà collettiva” e “una ristrutturazione progressiva delle leggi fiscali a livello locale, statale e federale onde assicurare una ridistribuzione radicale e durevole della ricchezza”.

M4BL chiede altresì dei risarcimenti per danni passati e persistenti:

“Il governo, le società responsabili e altre istituzioni che hanno tratto profitto dal danno che hanno arrecato ai neri – dal colonialismo alla schiavitù, passando attraverso il redlining di cibo e abitazioni, l’incarcerazione di massa e la sorveglianza – devono riparare al male che hanno fatto. Questo include:

“Un accesso completo e gratuito per tutti i neri (comprese le persone prive di documenti d’identità e quelle attualmente incarcerate o che lo sono state in passato) all’istruzione permanente; un reddito minimo garantito per tutti i neri; risarcimenti per la ricchezza estratta dalle nostre comunità attraverso il razzismo ambientale, la schiavitù, l’apartheid alimentare, la discriminazione abitativa e il capitalismo razzializzato”.

Le richieste di BLM e M4BL sono simili a quelle del Manifesto comunista e includono:

“Abolizione della proprietà terriera e riallocazione di tutti gli affitti di terreni a scopi pubblici; un’imposta progressiva o graduale sul reddito; nazionalizzazione delle fabbriche e degli strumenti di produzione; coltivazione di terre desolate e miglioramento del suolo in generale, secondo un piano comune”.

Richiesta immediata di BLM

Patrisse Cullors, co-fondatrice di BLM, ha di recente confermato che l’obiettivo immediato è quello di rimuovere dall’incarico il presidente americano Donald J. Trump:

“Non solo Trump non deve essere più in carica a novembre, ma deve rassegnare subito le dimissioni. Trump deve abbandonare la carica. Non è adatto a esercitare le sue funzioni. Pertanto, i nostri sforzi devono essere finalizzati a ottenere le dimissioni di Trump. Al contempo, continueremo a fare pressioni su Joe Biden affinché rimodelli le sue politiche e riveda le sue relazioni con la polizia e la criminalizzazione. Questo sarà importante. Ma il nostro obiettivo è quello di far dimettere Trump”.

Valutazioni del programma di BLM

In un’intervista a Chanel Rion di One America News Network, Carol M. Swain, una docente universitaria, intellettuale pubblico e membro del consiglio consultivo di Black Voices for Trump, ha dichiarato:

“Mi sembra evidente che Black Lives Matter va al di là della causa dei neri, questo movimento porta avanti davvero un programma socialista e marxista.

“I bianchi sono talmente confusi in America. Detesto dirlo, ma non conosco altro mezzo: i bianchi vogliono far sapere ai neri che si preoccupano di loro e pensano che l’unico modo che hanno per farlo è quello di concordare con lo slogan dell’organizzazione, il quale è un’affermazione veritiera, che le vite dei neri contano parimenti alle altre vite. Le vite bianche contano, le vite marroni contano, ma non si può separare lo slogan da un’organizzazione il cui obiettivo è, a mio parere, profondamente distruttivo per l’America.

“C’è qualcosa di molto sbagliato quando sostengono che il razzismo è permanente. Se è permanente, allora non c’è nulla che si possa fare a riguardo. Il fatto che la pelle bianca sia una proprietà significa che le persone che nascono bianche hanno un vantaggio rispetto ai neri.

“Se oggi esiste un razzismo sistemico, si tratta di un razzismo contro i bianchi, nel senso che ai bianchi viene detto che sono responsabili di tutti i mali del mondo, che il razzismo è permanente e che l’unico modo in cui i bianchi possono riscattarsi è sbarazzarsi della pelle bianca. Averla è una vergogna per i giovani bianchi: se si ha la pelle bianca si dovrebbero avere tutti questi privilegi bianchi. Io sostengo che esiste un privilegio nero, un privilegio marrone, che si stratta di fatto di una questione di classe sociale. Prima smetteremo di definire tutto, anche la brutalità della polizia, come razzismo, prima potremo riunirci tutti come americani.

“Siamo tutti esseri umani a immagine di Dio. Black Lives Matter e Antifa, e altre organizzazioni simili, non ci aiuteranno a superare il razzismo, il classismo e gli ‘ismi’ che li preoccupano. Ci sono cose che possono essere fatte a favore della comunità nera, ma la più importante è aiutare le persone a comprendere quanto siano importanti i loro atteggiamenti. Direi che gli atteggiamenti di una persona sono più importanti della razza, del genere, della classe sociale nel determinare se quella persona avrà o meno successo”.

L’editorialista Josh Hammer ha scritto che il sistema di governance americano e lo stile di vita sono minacciati da gruppi come BLM e Antifa:

“La Sinistra moderna, in balia degli anarchici di Antifa e dei marxisti di Black Lives Matter, si è posizionata come un movimento politico che ostacola il regime americano. A livello istituzionale, la leadership del Partito Democratico è sempre più un cane diretto dalla coda. E questa coda, com’è apertamente ammesso nei momenti di candore, è decisamente contraria all’idea dell’America stessa. Non esiste un modo alternativo per comprendere l’ardente desiderio di questi insorti che, canalizzando il peggio della rivoluzione culturale di Mao, deturperebbero e demolirebbero i tributi sociali all’uomo che ha scritto la Dichiarazione d’Indipendenza (Jefferson) e all’uomo che ha concretizzato i suoi ideali (Lincoln). Potremmo chiedere una dimostrazione più chiara del grondante disprezzo con cui la Sinistra considera l’intero progetto americano?

“Siamo nel bel mezzo di una guerra fredda civile tra gli americanisti, fieri difensori e conservatori del regime e del modo di vivere degli americani, e gli incendiari della civiltà che cercano di bruciare quel regime e quel modo di vivere nell’etere. Sì, siamo in una lotta per l’anima dell’America, ma siamo anche in una lotta per l’America stessa”.

(*) Gatestone Institute

Traduzione a cura di Angelita La Spada