La catastrofe di Beirut

Un’ecatombe. Cento morti, quattromila feriti, oltre 300mila persone senza casa. Le esplosioni avvenute ieri nel porto di Beirut, in Libano, hanno sconvolto il mondo. Circa 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio era presente in un deposito. È quanto ha riferito oggi la Croce rossa, citata dal sito libanese Daily Star. Ma il bilancio delle vittime potrebbe essere più pesante. Ieri il presidente libanese Michel Aoun ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale al termine della riunione del Consiglio di difesa, durante il quale il premier Hassan Diab ha definito “inaccettabile che un carico di nitrato di ammonio, stimato in 2.750 tonnellate, sia stato presente per sei anni in un deposito, senza misure di precauzione”. Le esplosioni avvenute ieri sera sono state registrate dai sismografi come un terremoto di magnitudo 3.3, secondo i dati del servizio geologico statunitense Usgs. La magnitudo riportata non è comunque direttamente paragonabile a un sisma di dimensioni simili, essendo l’esplosione libanese avvenuta in superficie (al contrario di un’onda sismica). Oggi a Beirut, una riunione del gabinetto d’emergenza.

Il sindaco della città, Jamal Itani, ha riferito che è attivato un numero verde e le autorità lavoreranno per aiutare gli abitanti che hanno perso l’abitazione. Tre ospedali di Beirut sono stati “completamente distrutti” e altri due “parzialmente distrutti” dalle devastanti esplosioni di ieri nella capitale libanese. Lo ha confermato ad Al-Jazeera Mirna Doumit, presidente dell’Ordine degli infermieri di Beirut. “Abbiamo dovuto trasferire i pazienti in altri ospedali – ha detto – Altri due ospedali sono parzialmente distrutti. E’ una catastrofe”.

“Ho appreso e seguo con profonda tristezza la notizia delle esplosioni verificatesi a Beirut nelle ultime ore. Nel farmi interprete dei sentimenti di vicinanza e solidarietà del popolo italiano, desidero farle pervenire le espressioni del più sentito cordoglio dell’Italia tutta e porgerle, anche a nome mio personale, le più sincere condoglianze”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Presidente della Repubblica Libanese, Michel Aoun. “In questa dolorosa circostanza – prosegue – ci stringiamo con affetto all’amico popolo libanese. Il nostro pensiero va alle numerosissime vittime della terribile tragedia e alle loro famiglie, mentre con viva speranza auguriamo ai feriti un pronto e completo ristabilimento”.

Papa Francesco prega per il Libano. “Ieri a Beirut – ha detto il pontefice – nella zona del porto delle fortissime esplosioni hanno causato decine di morti e migliaia di feriti e molte gravi distruzioni. Preghiamo per le vittime e i loro familiari e preghiamo per il Libano, perché con l’impegno di tutte le sue componenti sociali politiche e religiose possa affrontare questo momento così tragico e doloroso e con l’aiuto della comunità internazionale superare la grave crisi che sta attraversando”.

Una “catastrofe per il popolo e le istituzioni del Libano”, una “tragedia” che riguarda un Paese che già “sta affrontando una grave crisi economica aggravata dal coronavirus”. Così il console libanese in Italia, Queen Maryl Salame Ghayad, descrive le esplosioni che hanno colpito ieri Beirut. “Non sappiamo quale sia il reale bilancio delle vittime in quanto ci sono molte persone che risultano ancora disperse a causa di questa grande esplosione”, ammette, sottolineando poi che “i libanesi hanno attraversato situazioni molto difficili e hanno un forte spirito di sopravvivenza”.

È “un appello agli Stati del mondo”, quello che il cardinale Bechara Boutros, patriarca d’Antiochia e di tutto l’Oriente, presidente dell’Assemblea dei patriarchi e vescovi cattolici del Libano, lancia all’indomani della “misteriosa esplosione” che ha squarciato la capitale Beirut”. Beirut è una città devastata – scrive il cardinale nel suo appello inviato al Sir – è una catastrofe”. Il patriarca maronita parla di “una scena di guerra senza guerra”.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che sta preparando 23 tonnellate di aiuti umanitari nel suo magazzino di Dubai da inviare a Beirut dopo le devastanti esplosioni di ieri nel porto della città. L’Unione europea ha attivato il meccanismo di protezione civile europeo per dare assistenza alle autorità libanesi e ha messo a disposizione il suo sistema di mappatura satellitare Copernicus per aiutare le autorità libanesi a valutare l’entità del danno. Lo ha annunciato il commissario europeo alla gestione delle crisi, Janez Lenari. “Condividiamo lo shock e il dolore della gente di Beirut a seguito dell’esplosione che ha causato molte vittime e molti altri feriti – ha detto il commissario Ue – le nostre condoglianze vanno a tutti coloro che hanno perso i propri cari. In questo momento difficile, l’Unione europea offre il suo pieno sostegno al popolo libanese. Come prima risposta immediata, il meccanismo di protezione civile dell’Ue è stato attivato su richiesta delle autorità libanesi”.

Un militare italiano è rimasto ferito in modo non grave in seguito alle esplosioni avvenute a Beirut, mentre altri sono sotto osservazione perché in stato di choc. Il militare fa parte di un’unità del contingente italiano in Libano. “A Roberto e alla sua famiglia vada l’abbraccio di tutta la comunità bitontina e pugliese”. È quanto scrive in un post pubblicato su Facebook Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto (Bari) paese in cui risiede il militare Roberto Caldarulo. “Non riesco neanche a immaginare cosa abbiano provato e quali devastanti ricordi resteranno nella memoria di questo terribile evento”, aggiunge il primo cittadino e conclude: “Vi siamo vicini”. Caldarulo che ha 40 anni e vive nella frazione bitontina di Palombaio con la sua famiglia, è un caporal maggiore e ha una lunga esperienza in aree di crisi. Le sue condizioni non sono gravi.

Dirigenti militari statunitensi pensano che l’esplosione a Beirut sia stata un attacco, una bomba di qualche tipo: lo ha detto Donald Trump in una conferenza stampa alla Casa Bianca. “Gli Usa aiuteranno il Libano” ha detto poi il presidente degli Stati Uniti. Ma tre fonti del Dipartimento della Difesa – coperte da anonimato – hanno poi riferito alla Cnn di non aver visto indicazioni sulla possibilità che le terribili esplosioni siano frutto di un attacco.