Beirut: 137 morti e 5mila feriti

Le autorità libanesi hanno dato quattro giorni a un comitato investigativo per stabilire la responsabilità delle esplosioni che hanno provocato la devastazione. Intanto, sono almeno 137 i morti e 5mila i feriti nelle devastazione causata dal nitrato d’ammonio di martedì in un deposito del porto di Beirut. Lo rende noto il ministero libanese della Sanità. Il governo chiede l’arresto di tutti i responsabili dello stoccaggio. “Voglio organizzare la cooperazione europea e più ampiamente la cooperazione internazionale”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron al suo arrivo all’aeroporto di Beirut dove si è recato per incontrare le autorità libanesi dopo le esplosioni di martedì, nella prima visita di un capo dello Stato straniero sul posto. Macron ha anche detto che senza riforme il Libano “continuerà a sprofondare”. “Nessuno sa la causa delle esplosioni di Beirut”: lo afferma Donald Trump, spiegando che la sua amministrazione lavora al fianco delle autorità libanesi. In precedenza Trump aveva parlato di “terribile attentato”, ma il Pentagono si è apprestato a smentire spiegando che non ci sono indicazione che si sia trattato di un attacco terroristico. “Ricordo un boato fortissimo, indescrivibile. Gli eventi si sono susseguiti in maniera molto veloce.

Subito dopo l’esplosione, c’è stato un attimo di smarrimento perché l’evento era del tutto imprevisto, però fortunatamente stiamo tutti bene”. A dirlo è stato Roberto Caldarulo, il soldato italiano lievemente ferito nell’esplosione al porto di Beirut. “Io ho visto dopo che avevo un po’ di sangue sulla mano, ma nulla di trascendentale”, ha aggiunto”. La cosa che ci preoccupava e che tuttora ci preoccupa è la situazione della popolazione libanese. Noi l’abbiamo vissuta, ma siamo stati davvero fortunati, mentre tante altre persone purtroppo no”, ha aggiunto. “Beirut sta piangendo, Beirut sta urlando, le persone sono isteriche, sono stanche”, ha detto il regista Jude Chehab alla Bbc, chiedendo ai responsabili di presentarsi davanti alla giustizia. “In questo Paese strangolato dalla crisi economica, provato dal Covid e ora colpito al cuore ci sono tutti gli elementi per una rivolta”.

“La Ue ha attivato il meccanismo di protezione civile in seguito alla richiesta delle autorità libanesi, e coordinerà l’invio urgente di 100 pompieri altamente qualificati, con veicoli, cani ed attrezzature specializzati nella ricerca e salvataggio in zone urbane. Lavoreranno con le autorità libanesi per salvare vite”, ha annunciato il commissario alla gestione delle crisi, Janez Lenarcic. “La Ue è pronta a fornire assistenza e sostegno. Siate forti”: così in un tweet il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Anche l’alto rappresentante della politica estera, Josep Borrell, esprime “piena solidarietà e sostegno totale alle famiglie delle vittime, al popolo e alle autorità libanesi”.