Caso Peng Shuai, Wta sospende tornei di tennis in Cina

Nuovo capitolo sul caso Peng Shuai, la tennista 35enne (ex numero uno nel doppio) che a novembre via social ha denunciato abusi sessuali da parte dell’ex premier Zhang Gaoli, di 40 anni più anziano di lei, con cui ha intrattenuto una relazione. La Women’s tennis association (Wta), associazione che riunisce le giocatrici professioniste di tennis del mondo, ha sospeso “tutti i tornei in Cina”. Peng Shuai era scomparsa dalla scena pubblica: la vicenda aveva suscitato polemiche e al tempo stesso preoccupazioni anche a livello internazionale.

La decisione della Wta è stata accolta favorevolmente da Novak Djokovic, numero uno del tennis mondiale: “Non abbiamo avuto abbastanza informazioni. Sostengo pienamente la posizione della Wta perché non conosciamo il benessere di Shuai. La sua salute è importante per il mondo del tennis. Una cosa del genere non deve accadere”. Steve Simon della Wta aveva già detto: “Non vedo come potrei chiedere ai miei giocatori di andare a giocare lì quando Peng Shuai non è autorizzata a comunicare liberamente e apparentemente è stata sottoposto a pressioni per contraddire le sue accuse di violenza sessuale”.

I media di Pechino, manco a dirlo, non ci stanno. Hu Xijin, direttore del Global Times, ha scritto su Twitter: “L’associazione sta costringendo Peng Shuai a sostenere l’attacco dell’Occidente al sistema cinese, privando la libertà di espressione della tennista e chiedendo che la sua situazione attuale soddisfi le loro aspettative”. Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Esteri, ha fatto sapere che la Cina “si oppone con forza alla politicizzazione dello sport”.