El pampero a Cipro, il cardinale elettricista, la potente “comunità” e la Nato

Un ben noto capo di uno stato a base confessionale (che nella sua costituzione non è evidenziata) ha deciso di andare a Cipro. Perché lo fa? Ufficialmente, per parlare di migranti e di crisi umanitarie (la ben nota potentissima e tentacolare Comunità lo controlla stretto e lo sollecita sempre in tal senso). Il luogo da visitare è geopoliticamente delicato. L’isola è divisa da decenni. Ha subito una vera invasione forzata di etnie turche. È più vicina alla Turchia che alla Grecia. Come Malta, rappresenta un punto strategico per il controllo del Mediterraneo dove si muovono migliaia di miliardi di euro, oltre a numerose navi commerciali e militari di varie nazioni. Dato non trascurabile, Cipro è la sede di una rete bancaria molto complessa dove si scambiano centinaia di miliardi di euro al giorno di varia provenienza, con la fortissima presenza dei due più importanti gruppi bancari italiani. La funzione di riciclaggio era in precedenza concentrata in Libano che da tempo sta tentando di riprendersi tale operatività.

Nell’isola convivono con difficoltà le comunità greca e turca, con religioni diverse, con livelli di redditi molto diversi, con sistemi di trasporti diversi, eserciti diversi. Cosa va a fare quindi El Pampero nell’isola? Forse ha avuto l’ordine di saggiare la pazienza del sultano? La Turchia è un gigante di circa ottantacinque milioni di persone (Banca mondiale 2020), è dotata di un apparato militare continuamente rimodernato e molto pericoloso, è di religione islamica benché il processo di laicizzazione sia abbastanza avviato. Gestisce immensi campi profughi da vari anni e in gran parte al confine con la Siria. L’invasione migratoria è un’arma che il Sultano può utilizzare lanciando in Europa milioni di umani, assieme alla Bielorussia e a vari Paesi balcanici. Sempre la Turchia tiene d’occhio Cipro che potrebbe annettere per gestire i traffici mediterranei direttamente e minacciare Israele, sia pure tenendo conto della pericolosa risposta militare greca in grande stile.

Occultando abilmente le importanti e delicate questioni sopra accennate che riguardano la stabilità dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, cosa fa la stampa buonista neomaccartista italiana? Fa sapere ai quattro venti che il Pontifex Argentinensis porterà nel nostro Paese-pattumiera ben trenta bambini migranti. Andando oltre il solito motivo umanitario condivisibile, ecc., concretamente, chi pagherà il costo giornaliero e mensile di questi nuovi arrivi? Dove saranno allocati? Saranno assegnati alla ben nota potentissima e tentacolare Comunità che riceverà i contributi dallo stato italiano per ciascuno di essi per oltre mille euro al mese? Il vizio di fare i generosi con le risorse altrui (a Roma si dice molto più volgarmente e frontalmente in un altro modo) è un evento già visto. Mi riferisco alla “dimenticata” vicenda del cardinale elettricista che a maggio del 2019, fece il generoso facendo riallacciare l’utenza elettrica ad un palazzo occupato illegalmente da Action nel 2013 che si trova in via Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Ricordo che lo stabile non è di proprietà del Vaticano! Gli oltre quattrocento abitanti abusivi erano morosi di oltre trecentomila euro di arretrati in bolletta. La compagnia energetica non ha fatto una piega, primo per motivi politici buonistici e politici (il suo ad è di nomina politica) e secondo perché ha riversato il debito inevaso sui cosiddetti “Oneri di sistema” pagati forzosamente dagli utenti puntuali nei pagamenti.

Cosa si fa per sostenere l’immigrazionismo, a spese degli altri, ovviamente! Seguace della scuola del ridetto “elettricista” il propagandista e generoso immigrazionista a spese altrui Pontifex Argentinensis si reca in un luogo piuttosto complicato in verità, ma non prioritario. La scelta denota le linee geopolitiche e monetarie e commerciali di questo sudamericano che non-ha-ancora-visitato-il-suo-Paese-chissà-perché, mentre tutti i suoi predecessori non italiani lo hanno fatto non appena arrivati al soglio pontificio. Le linee di questo pontificato sono ben chiare e abilmente gestite dall’unico papa al mondo che non abita le stanze previste per la sua dignità di sovrano. Egli alberga in Santa Marta, un luogo più controllabile ventiquattro ore su ventiquattro circondato da decine di pretoriani superaddestrati dal Pentagono e reclutati fra le forze speciali argentine! Forse deve difendersi dalla affettuosa invadenza di troppi amici che ha accumulato nel suo cammino pastorale nel controverso e poco limpido ruolo di primate di Argentina?

Gli oscuri prelati della potentissima Segreteria di Stato, abilmente informati dai Servizi vaticani, operanti in un certo palazzo di Via Merulana in Roma, hanno curato da mesi in ogni dettaglio questo incontro in cooperazione con i Servizi greci e turchi, sotto l’occhiuto controllo della Nato, del Mossad e della Nsa. Tutte queste dramatis personæ sono coscienti di essere sotto il mirino di numerosi attentissimi osservatori israeliani, iraniani, siriani, russi e cinesi. La visita a questa isola, attualmente nel mirino del Sultano che avrebbe l’intenzione di annetterla rapidamente, come vorrebbe fare (a parole) la Cina con Taiwan, è una ulteriore conferma di una linea strategica vaticana incentrata sull’immigrazionismo che porta soldi, tanti soldi e sulla sua presenza attiva e diretta nei punti nodali dove si intermediano giornalmente migliaia di miliardi di euro!

Certamente, il Pontifex Argentinensis, assieme ai suoi Servizi segreti e in strettissima cooperazione con la Nato, avrà fatto le sue ponderazioni valutando i pro e i contro del suo ruolo di emissario della Nato stessa che ha da tempo preso il sopravvento sugli Stati Uniti. Una prevaricazione lucidamente prevista dal generale Eisenhower quando, profeticamente, nel 1961, metteva in guardia la democrazia americana dalla dilagante ingerenza del Complesso Militare Industriale impersonato da settecento generali allocati nelle industrie belliche nordamericane. Non fu ascoltato.

Con i soldi degli altri, assieme al cardinale elettricista il “generoso” Pampero, si muove esclusivamente su linee commerciali e monetarie ponendo in ombra i temi della dignità del lavoro in una Europa con circa centoottanta milioni di disoccupati ed espulsi dalla robotica, dello Stato sociale, della redistribuzione della ricchezza, della evangelizzazione senza fare nulla di concreto per fermare l’emorragia di cattolici a livello mondiale, del collasso africano con probabile migrazione nel vecchio continente di oltre duecento milioni di migranti soprattutto dalla Nigeria e dal Maghreb! Primo bersaglio l’Italia.

Costui, teleguidato militarmente dalla ben nota “Comunità” e dalla Nato, farebbe bene a rivedere radicalmente la sua strategia di eliminazione progressiva dei caratteri del cristianesimo. Il suo sincretismo commerciale, monetario, ossessivamente immigrazionista non avrà successo, e forse egli lo sa benissimo, ma deve obbedire per non rendere inutili le precauzioni di Santa Marta.

Sono i soldi, bellezza!