Ucraina, scaduto l’ultimatum a Mariupol

A Mariupol è scaduto alle 13 (ora italiana) l’ultimatum russo rivolto alle forze ucraine che stanno resistendo. Allo stesso tempo, la Commissione dell’Unione europea “sta lavorando al sesto pacchetto di sanzioni e il petrolio sicuramente ci sarà. Sappiamo che l’impatto sarebbe enorme sulla Russia, che è il secondo esportatore di petrolio dopo l’Arabia Saudita al mondo e la metà del suo export va nel mercato premium dell’Ue per un totale che, nel 2020, è stato di circa 45 miliardi di euro”. Queste le parole di Ivo Schmidt, della Dg Ener (direzione Energia) della Commissione, durante l’intervento a nome dell’esecutivo di Bruxelles alla commissione Affari esteri dell’Europarlamento. Con l’aggiunta: “Naturalmente teniamo conto delle specificità degli Stati per evitare impatti sproporzionati”.

Il corridoio umanitario

Intanto i bus in partenza da Mariupol – relativamente al corridoio umanitario in direzione di Zaporizhzhia – sosteranno pure vicino all’acciaieria Azovstal. Lo ha affermato Vadym Boychenko, sindaco della città assediata (come riportato dalla Bbc), che dopo si è rivolto ai cittadini: “Durante questi giorni lunghi e incredibilmente difficili, siete sopravvissuti in condizioni disumane”.

Gli appelli dall’Ucraina

“Il nemico è dieci volte più numeroso di noi, queste potrebbero essere le nostre ultime ore di vita” ha fatto sapere un ufficiale dei militari di Kiev. Il comandante Sergiy Volyna della 36ma brigata della Marina nazionale ucraina, su Facebook, ha scritto: “Facciamo appello a tutti i leader mondiali e li preghiamo di aiutarci. Chiediamo loro di utilizzare la procedura di estrazione e portarci nel territorio di un Paese terzo”.

La posizione della Russia

La Russia, da par sua, ha annunciato di non credere più ai negoziatori ucraini. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, ha detto: “Ora non è più una questione di fidati e verifica, ora è semplicemente verifica perché non c’è più alcuna fiducia in queste persone per un po’”.

Parallelamente, Dmitry Polyansky – vice rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite – ha insistito: “L’unica spiegazione possibile di come i civili siano finiti nell’acciaieria di Azovstal è che sono stati portati lì dai nazionalisti ucraini per essere usati come scudi umani”.

L’intervento di Zelensky

Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, è tornato a parlare della situazione presente a Mariupol e non solo: “Gli occupanti cercano di effettuare la deportazione dei residenti locali che sono caduti nelle loro mani. E il destino di decine di migliaia di residenti di Mariupol che sono stati trasferiti nel territorio controllato dalla Russia è sconosciuto”.

Usa e Cina

Un appello per assicurare l’evacuazione dei civili è arrivato dalla Cina. Il rappresentante cinese all’Onu, Zhang Jun, ha commentato che tutte le parti in conflitto in Ucraina “dovrebbero rispettare rigorosamente il diritto umanitario internazionale e fare tutto il possibile per facilitare l’evacuazione e l’assistenza ai civili”. Allo stesso tempo, il presidente statunitense, Joe Biden, ha chiesto agli alleati di continuare con l’invio di armi all’Ucraina e con le sanzioni contro la Russia. Lo stesso Biden dovrebbe annunciare un nuovo pacchetto da 800 milioni di dollari in aiuti militari per Kiev, almeno stando a quanto anticipato dal New York Times. Sempre la Cina, infine, ha invitato gli altri Paesi ad astenersi dall’invio di armamenti in Ucraina. Ciò, secondo Zhang Jun, “non porterà alla pace” bensì “prolungherà e intensificherà il conflitto, aggravando ulteriormente la catastrofe umanitaria”. In più ha chiarito: “Il blocco di beni di altri Stati mina la stabilità economica mondiale e colpisce la sovranità”.