Mosca testa il nuovo missile Sarmat

Sono le 15,12 ora di Mosca (le 14,12 in Italia) quando viene premuto il pulsante di lancio e da un silos nella regione di Arcangelo, sul Mar Bianco, un missile intercontinentale si alza in volo. La scena, che ricorda le immagini di certi apocalittici film sulla Terza guerra mondiale dell’epoca della Guerra fredda, è osservata al Cremlino, 800 chilometri a sud, dal presidente Vladimir Putin. Seduto alla sua scrivania, il leader russo guarda le immagini che i militari trasmettono per lui. Il test del nuovo vettore balistico intercontinentale Sarmat, gli comunicano poco dopo, è perfettamente riuscito. E lo zar può annunciare al mondo che Mosca ora ha un’arma in più, la più efficace, per difendersi “contro le attuali minacce”.

Le dichiarazioni di Putin sono in linea con l’impennata delle tensioni con l’Occidente, deciso a difendere l’Ucraina e aiutarla ad ottenere una vittoria sul campo. In più, assicura il presidente, il missile è stato interamente realizzato con componenti made in Russia. Un modo per dire che le sanzioni americane e occidentali non impediranno a Mosca di proseguire nei suoi programmi di sviluppo tecnologico. Il Sarmat, assicura Putin, “non ha uguali al mondo” ed è “in grado di evadere ogni sistema di difesa missilistica”.

Il Pentagono sminuisce subito la portata militare dell’evento. Si tratta di un’operazione di “routine” non considerata come una “minaccia”, dicono i vertici militari Usa, sottolineando di essere stati avvisati in anticipo dai russi nel rispetto degli accordi internazionali. Ma il significato politico, il suo messaggio mediatico, non può sfuggire a nessuno.

“Quest’arma unica – afferma Putin – proteggerà la sicurezza della Russia da ogni minaccia esterna e farà pensare due volte coloro che cercano di minacciare il nostro Paese nella frenesia della rabbia e della retorica aggressiva”.

Il lancio è stato effettuato dalla base di Plesetsk, e il missile ha sorvolato gran parte dello sterminato territorio russo per colpire il poligono di Kura, nella regione della Kamchatka, nell’Estremo Oriente. Il ministero della Difesa ha fatto sapere che i nuovi missili saranno dispiegati nel territorio di Krasnoyarsk, nella Siberia centrale, e rimpiazzeranno i vettori intercontinentali Voevoda.