L’Europa, la tutela degli oceani e la ricerca in Antartide

L’importanza della geopolitica, della tutela degli oceani e della ricerca nei luoghi più fragili del pianeta aiuta a comprendere la programmazione europea e gli impegni che l’Unione europea punta a realizzare nel prossimo futuro. Con l’approvazione dei Pnra 2022, le opportunità dei nuovi bandi focalizzano l’attenzione sulle attività scientifiche per i progetti volti ad approfondire le conoscenze in Antartide. Le attività mirano all’individuazione di proposte progettuali per lo svolgimento di una ricerca finalizzata a ottenere una migliore comprensione dei processi d’interazione e connessione fra i diversi comparti del sistema Terra (criosfera, idrosfera, atmosfera, biosfera e litosfera). Il coordinamento scientifico delle attività del Pnra è affidato al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), mentre quello logistico è affidato all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea).

L’obiettivo di questo programma è di condurre una ricerca scientifica d’eccellenza in ambito antartico, ottimizzando l’utilizzo delle risorse disponibili. Il Pnra favorirà le ricerche da svolgere nelle stazioni “Mario Zucchelli” e “Concordia”, quest’ultima installata e gestita in collaborazione con la Francia, nell’ambito delle crescenti e importanti collaborazioni internazionali. L’esigenza di ridefinire la collocazione e le strategie internazionali del Pnra è posta sia dal nuovo accordo intergovernativo con la Francia, sia dall’istituzione della più grande area marina protetta al mondo nella regione del Mare di Ross. Il programma prevede la realizzazione di spedizioni scientifiche in Antartide, con attività da svolgere presso stazioni scientifiche antartiche italiane e straniere e nell’ambito di campagne oceanografiche nell’Oceano Meridionale. Per i possibili e opportuni confronti bi-polari sono previste anche attività nella regione artica.

Le attività previste aiutano a comprendere anche l’esigenza di porre l’attenzione sulla fragilità dei sistemi marini e oceanici. D’altronde, tra i temi d’interesse sui quali vertono gli impegni assunti da Bruxelles figurano: le aree marine protette; la lotta contro l’inquinamento marino; la lotta contro le conseguenze della crisi climatica sugli oceani; la creazione di economie blu sostenibili; la promozione della pesca su piccola scala e dell’acquacoltura e la volontà di ottenere oceani sicuri, equi e protetti. Infatti, risulta importante anche il nuovo strumento di monitoraggio del mare che consente ai cittadini di seguire i progressi compiuti nell’attuazione degli impegni stessi dell’Europa. Queste iniziative si affiancano ad altre azioni a livello comunitario per la protezione e il ripristino degli oceani.

La Commissione europea sta rivedendo e implementando l’agenda sulla governance internazionale degli oceani per valutare le sfide legate agli oceani con gli eventi recenti, ma anche le opportunità offerte dal Green Deal europeo. L’Esecutivo europeo darà il proprio contributo alla prossima conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani, in programma a Lisbona. Per i progetti di ricerca risultano disponibili oltre 6,4 milioni di euro per campagne oceanografiche, attività di ricerca e raccolta dati. Attività finalizzate a rafforzare la tutela delle aree marine protette, la creazione di nuove opportunità legate alla blue economy, passando per la lotta contro le conseguenze della crisi climatica e l’impatto sulla salute degli oceani.