Mariupol: “Città a rischio epidemie”

António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, in visita a Bucha ha lanciato un appello: Mosca accetti di collaborare con la Corte penale internazionale in merito alle indagini sui crimini di guerra registrati in Ucraina. Queste le sue parole: “Quando parliamo di crimini di guerra, non possiamo dimenticare che il peggiore dei crimini è la guerra stessa”.

L’offensiva dei russi

In base all’ultimo aggiornamento dello Stato maggiore ucraino, la Russia “sta intensificando la sua offensiva in Donbass, con gli sforzi principali concentrati vicino a Izyum”. L’obiettivo, a quanto pare, mirerebbe al controllo del territorio orientale dell’Ucraina e del corridoio di terra con la Crimea. Da Kiev, poi, è stato riferito: “Le forze di occupazione russe stanno aumentando il ritmo dell’offensiva in quasi tutte le direzioni”. Nel dettaglio, “l’attività maggiore si osserva nelle direzioni di Slobozhanske e Donetsk”. Tra le altre cose, i russi puntano a sferrare un attacco nelle direzioni di Sulyhivka-Nova Dmytrivka e Andriyivka-Velyka Komyshuvakha. Numeri alla mano, i russi hanno reso noto che ci sono stati attacchi aerei su 59 bersagli ucraini. Da par sua, Kiev ha certificato le avanzate russe nella zona di Kharkiv.

Acciaieria Azovstal: l’appello da Mariupol

Intanto, i resistenti che si trovano nell’acciaieria Azovstal hanno segnalato che ci sono 600 soldati, molti dei quali feriti oltre a centinaia di civili. Mentre l’intelligence della Difesa britannica ha precisato: “Nonostante le imbarazzanti perdite della nave da sbarco Saratov e dell’incrociatore Moskva, la Flotta russa del Mar Nero mantiene la capacità di colpire obiettivi sulla costa e il territorio ucraino”. Il Bosforo, hanno continuato, “rimane comunque chiuso a tutte le navi da guerra non turche, impedendo alla Russia di rimpiazzare il Moskva nel Mar Nero”. In tale quadro, l’agenzia Tass ha rimarcato che dall’alba sono pronti i sistemi di difesa aerea nella città russa di Belgorod, oltre al fatto che esiste la seria preoccupazione di una eventuale apertura di un fronte sud-occidentale a cominciare dalla regione moldava filorussa della Transnistria, anche se Mosca ha presentato le smentite del caso, parlando di “provocazioni” ucraine. A stretto giro Mykhailo Podoliak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un intervento televisivo ha notato: “Abbiamo sempre considerato la Transnistria come un trampolino di lancio da cui potrebbero esserci dei rischi per noi, per le regioni di Odessa e Vinnycja”. Per Podoliak, l’intensificarsi dell’attività militare in quella regione è una provocazione per l’Ucraina.

I “referendum”

Dalle informazioni raccolte, intanto, è emerso che il Cremlino ha intenzione di organizzare tra il 14 e il 15 maggio i “referendum” che sanciscano l’annessione delle oblast di Lugansk e Donetsk. Fonti russe hanno chiarito che le consultazioni dovevano avere luogo a fine aprile, invece sono slittate vista la lentezza della marcia russa nel Donbass. Se non ci dovesse essere un cambio di passo, i referendum potrebbero subire un ulteriore cambio di data. Da segnalare che decine di case sono state distrutte dalle bombe russe piombate su un villaggio nella regione di Donetsk. Lo ha rivelato il capo dell’Amministrazione militare regionale, che ha pubblicato su Telegram le immagini. Allo stesso tempo, mentre sono proseguiti i bombardamenti in tutta la zona, solo nel villaggio di Lastochkine, vicino alla cittadina di Ocheretyn, non troppo distante dall’attuale fronte nella zona est, sono ammontate a ventisette le case colpite dai bombardamenti.

Mariupol: “Città a rischio epidemie”

Le autorità locali di Mariupol hanno fatto sapere che la città è a rischio epidemie. Un quadro allarmante è quello che è stato denunciato, tenendo conto di più fattori: condizioni sanitarie, assenza di acqua, cadaveri insepolti. Tutto ciò rischia di generare casi di colera e ulteriori malattie legate a una carenza di igiene. Secondo le stime, dei circa 450mila abitanti che vivevano nel porto sul Mar d’Azov prima della guerra, ne resistono solo circa 100 mila. Da diverse settimane l’approvvigionamento idrico centrale non funziona, le forniture di acqua vanno avanti a singhiozzo ma solo in alcune zone. Con l’aumento delle temperature e la riduzione di scorte alimentari le condizioni potrebbero aggravarsi. Vadym Boychenko, sindaco di Mariupol, ha detto che è sempre più urgente l’evacuazione immediata e totale dei civili.

La reazione di Mosca

Mosca, dal suo canto, risponderà con fermezza agli attacchi delle forze armate ucraine sul territorio russo. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, non è andata troppo il sottile. Nel corso di una conferenza stampa, secondo quanto riporta la Cnn, ha affermato: “Tale attività criminale delle forze armate ucraine contro il territorio russo non può rimanere senza risposta. Vorrei che Kiev e le capitali occidentali prendessero sul serio le dichiarazioni del ministero della Difesa del nostro Paese, secondo cui un’ulteriore provocazione dell’Ucraina a colpire obiettivi russi porterà, necessariamente, a una dura risposta da parte della Russia. Non consigliamo di testare ulteriormente la nostra pazienza”.

Europarlamento, Russia e gli aerei civili

Nel mentre, gli eurodeputati hanno chiesto alla Russia di restituire gli aerei rubati e chiedono all’Ue di inasprire le sanzioni contro Mosca. Questo è quanto contiene il progetto di risoluzione sull’impatto della guerra sui settori dei trasporti e del turismo dell’Unione europea, adottato dalla commissione per i trasporti e il turismo con 43 voti favorevoli, uno contrario e cinque astensioni. I parlamentari, in questo modo, hanno accolto in maniera favorevole l’aiuto degli operatori di trasporto europei ai cittadini ucraini con l’offerta di viaggi gratuiti in treno, autobus, nave o aereo. Esiste, però, una preoccupazione circa per l’impatto negativo che la guerra ha sul settore dell’aviazione. A tal proposito, gli eurodeputati hanno segnalato il fatto che la Russia, in violazione delle regole internazionali dell’aviazione civile, abbia imposto una nuova registrazione degli aerei noleggiati da società straniere nel registro aeronautico russo.