Acciaieria Azovstal, “la situazione sta peggiorando”

“Nell’acciaieria Azovstal di Mariupol la situazione è ora critica. È stata critica a lungo e ora sta peggiorando”. Così Mykhailo Vershynin, uno dei soldati ucraini che, parlando alla Bbc, ha proseguito: “La cosa peggiore è che abbiamo ancora civili nei rifugi antiaerei”. Inoltre ha evidenziato che “non riusciamo ad uscire e raggiungere i bunker in cui si trovano”.

L’intervento di Zelensky

Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha precisato che i “civili devono essere ancora evacuati”. E poi: “Le donne e tanti bambini sono ancora lì. Immaginate l’inferno: più di due mesi di continui bombardamenti e morte costante nelle vicinanze. Non è chiaro quanti civili rimangano intrappolati nell’impianto”.

Celebrazioni impossibili

Intanto Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha segnalato che per il 9 maggio le celebrazioni a Mariupol sono impossibili. “Non ho informazioni su una delegazione ufficiale” ha riferito Peskov, che ha comunicato come una organizzazione delle celebrazioni in città “è impossibile per ovvie ragioni”. Peskov, come puntualizzato Interfax, ha confidato di essere sicuro che arriverà il momento per queste celebrazioni.

L’allerta del Consiglio nazionale di sicurezza e Difesa ucraino

Il Consiglio nazionale di sicurezza e Difesa ucraino, secondo quanto indicato l’Unian, ha lanciato l’allerta: “I cittadini ucraini dovrebbero prestare particolare attenzione agli allarmi dell’8 e 9 maggio: in questi giorni gli occupanti russi possono organizzare massicci bombardamenti di vari insediamenti per aumentare il terrore della popolazione civile. Le truppe russe non possono vantare risultati significativi al fronte prima del Giorno della Vittoria e il rischio di massicci bombardamenti delle città è in aumento. Durante questi due giorni, le forze dell’ordine lavoreranno in modalità intensificata”.

Metsola: “Stop a petrolio e gas russi”

Roberta Mestola, presidente del Parlamento europeo, in un intervento alla conferenza The State of the Union, a Firenze, ha ammesso: “Dobbiamo slegarci dalle nostre dipendenze dal Cremlino, metteremo fine alle importazioni di petrolio e dobbiamo portare a termine la nostra politica di zero gas dalla Russia. Continueremo con le sanzioni alla Russia e gli aiuti all’Ucraina. Perché vogliamo e dobbiamo ricostruire l'Ucraina. Perché ci preoccuperemo e accoglieremo tutti coloro che fuggono dalle bombe, dai missili e dalle atrocità di Putin. Ecco perché l'Ucraina vincerà. Questo è il motivo per cui l'Europa sarà pronta per la prossima generazione”. E poi: “Il grave errore di Vladimir Putin è stato pensare che le nostre differenze e la difesa dei diritti fondamentali fossero un segno di debolezza. Ha sbagliato. In democrazie come la nostra, questi sono i nostri punti di forza. Questo è il motivo per cui abbiamo accelerato verso la costruzione di una nuova unione della sicurezza e difesa”. La Russia, ha terminato Metsola, “trae vantaggio dalle potenziali divisioni, che fino ad ora non ci sono per continuare nell'attacco brutale all’Ucraina. Non abbiamo scelta: io sono ottimista sul fatto che possiamo trovare delle parole per cui tutti i leader europei, tutti, possano essere uniti anche su questo pacchetto di sanzioni”.