“Pronti a riprendere i negoziati con Kiev”

Da una parte l’acciaieria Azovstal, a Mariupol (per Mosca sono 1.730 soldati ucraini che si sono arresi da lunedì). Dall’altra la strategia (russa) in vista della battaglia per Severodonetsk, nel Lugansk. I russi, peraltro, stanno provando a sfondare dalle parti di Popasna, in direzione della città che, successivamente alla proclamazione della Repubblica popolare di Lugansk, nel 2014, è divenuta il centro amministrativo dell’area della regione non ancora in mano ai separatisti. Russia che, allo stesso tempo, si è detta pronta a riprendere i colloqui con l’Ucraina nel momento in cui Kiev dirà di essere pronta a farlo. Così ha sottolineato il viceministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko. Seguendo questo filone, un consigliere del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato: “Non offriteci un cessate il fuoco. Questo è impossibile senza il ritiro totale delle truppe russe”.

Crisi alimentare in Ucraina

Mario Draghi, nell’informativa al Senato, ha raccontato che il conflitto bellico in Ucraina sta dando il via a una “crisi alimentare”. Il premier ha poi aggiunto che per scongiurare un aggravamento della situazione è necessario “raggiungere prima possibile un cessate il fuoco e far ripartire i negoziati: è la posizione dell’Italia, dell’Unione europea e che ho condiviso con Joe Biden”. Parallelamente, Draghi ha notato che sarà sempre “l’Ucraina, e non altri, a decidere quale pace accettare”. Il presidente del Consiglio, inoltre, ha sostenuto che pure dopo l’espulsione dei diplomatici resta “essenziale mantenere canali di dialogo” con Mosca, perché “sono essenziali per una soluzione negoziale”.

La posizione della Russia

Sempre il viceministro degli esteri Andrei Rudenko, a Interfax, ha fatto sapere che la Russia riaprirà l’accesso ai porti ucraini. Ma accadrà solo se l’Occidente eliminerà le sanzioni sull’export. Rudenko, nello specifico, ha ricordato che la prima causa della crisi alimentare sono “le sanzioni imposte alla Russia da Stati Uniti e Ue, che ostacolano la libertà di commercio, in particolare di prodotti alimentari, tra cui il grano. Quindi, se i nostri partner vogliono una soluzione, è necessario anche risolvere i problemi legati alla revoca delle restrizioni sanzionatorie imposte alle esportazioni russe”.

La guerra

Pavlo Kyrylenko, capo dell’Amministrazione militare regionale, riportato da Interfax, ha evidenziato: “Il 18 maggio i russi hanno ucciso dieci civili del Donbass, sette a Lyman e tre a Bakhmut. Tra i morti ci sono due bambini, uno a Lyman e uno a Bakhmut. Altre sette persone sono state ferite oggi”. Russi che, nel contempo, hanno bombardato la regione ucraina di Sumy, nella zona est del Paese, lungo il confine. Attacco ucraino, invece, contro il villaggio russo di Tyotkino, nella regione di Kursk (sud-ovest), nei pressi del confine con l’Ucraina. Questo è quanto ha annunciato su Telegram il governatore della regione, Roman StarovoytDmytro Kuleba, ministro degli Esteri ucraino, su Twitter ha commentato: “L’ambiguità strategica sulla prospettiva europea dell’Ucraina praticata da alcune capitali dell’Ue negli ultimi anni è fallita e deve finire. Ha solo rafforzato Putin. Non abbiamo bisogno di surrogati dello status di candidato all’Ue che mostrino un trattamento di seconda classe dell’Ucraina e feriscano i sentimenti degli ucraini”.