L’Unione europea al centro della pace tra Armenia e Azerbaigian

L’Unione europea diviene protagonista di un importante nuovo capitolo della nostra storia contemporanea, con il sostegno concreto alla pace tra Armenia e Azerbaigian. Il 22 maggio 2022, a Bruxelles, il presidente della Repubblica dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha partecipato ad un incontro in formato bilaterale, con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e alla trattativa trilaterale con il presidente del Consiglio europeo e il primo ministro dell’Armenia. Durante l’incontro bilaterale, il presidente Ilham Aliyev ha elogiato il sostegno di Charles Michel per la concreta condivisione di un accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian, per la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi, l’apertura dei corridoi di trasporto, la delimitazione e la demarcazione dei confini.

Il presidente Ilham Aliyev ha evidenziato il ruolo dell’Azerbaigian nel rilanciare cinque principi ancorati al diritto internazionale, nell’avallare la proposta di una veloce ed efficiente normalizzazione delle relazioni tra Armenia e Azerbaigian e per la firma di un accordo di pace, sottolineando che tali principi giuridici avranno un ruolo chiave nella stesura dell’accordo di pace e auspicando un’accelerazione nell’elaborazione dello stesso importante accordo. Sulla base dei risultati dell’incontro tra Azerbaigian, Armenia e Unione europea, svoltosi il 6 aprile, il presidente Ilham Aliyev ha ricordato che l’Azerbaigian ha stilato con estrema attenzione la composizione del gruppo di lavoro per avviare i negoziati sull’accordo di pace, nonché la composizione della Commissione nazionale per la delimitazione delle frontiere.

Inoltre, il presidente dell’Azerbaigian ha anche sottolineato l’importanza di chiarire e affrontare la delicatissima tematica delle mine nei territori liberati e il destino di circa 4mila persone, scomparse nella Prima guerra del Karabakh, oltre alla necessità di pretendere dall’Armenia l’attuazione di tutte le disposizioni della Dichiarazione del 10 novembre. Per quanto riguarda l’incontro trilaterale, lo stesso ha rappresentato un punto di svolta nel processo di normalizzazione dei rapporti tra Azerbaigian e Armenia, soprattutto alla luce della difficile situazione interna in Armenia e delle pressioni a cui il primo ministro Nikol Pashinyan è stato soggetto.

“Ho ospitato il presidente Aliyev dell’Azerbaigian e il primo ministro Pashinyan dell’Armenia. Questo incontro è stato il nostro terzo appuntamento in questo formato. Ci siamo concentrati sulla situazione politica nel Caucaso meridionale e sullo sviluppo delle relazioni dell’Unione europea con entrambi i Paesi e con la regione del Caucaso in generale. La discussione è stata franca e produttiva. Abbiamo esaminato un’intera serie di problemi, abbiamo analizzato con la dovuta attenzione le questioni umanitarie, compreso lo sminamento, gli sforzi per liberare i detenuti e affrontare con determinazione la problematica dei cittadini che risultano attualmente dispersi”, ha dichiarato alla stampa europea Charles Michel.

Fra i risultati raggiunti, ha affermato il presidente del Consiglio europeo, “l’accordo sulla prima riunione congiunta delle Commissioni di frontiera, che si svolgerà nei prossimi giorni al confine interstatale e affronterà tutte le questioni relative alla delimitazione del confine e al modo migliore per garantire una situazione stabile”. I leader, inoltre, come ha spiegato Charles Michel, hanno convenuto sulla necessità di procedere allo sblocco dei corridoi di trasporto e dei principi che regolano il transito tra l’Azerbaigian occidentale e il Nakhichevan e tra le diverse parti dell’Armenia attraverso l’Azerbaigian, nonché il trasporto internazionale attraverso le infrastrutture di collegamento di entrambi i Paesi.

Il presidente Michel ha aggiunto che Azerbaigian e Armenia hanno concordato i principi per l’amministrazione delle frontiere, della sicurezza, delle tasse fondiarie, ma anche delle dogane, nel contesto del trasporto internazionale e che i vicepremier dei due Paesi porteranno avanti questo lavoro nei prossimi giorni. Durante la riunione i leader hanno deciso di portare avanti le discussioni sul futuro trattato di pace, che disciplina le relazioni interstatali tra Armenia e Azerbaigian e che le squadre guidate dai ministri degli esteri porteranno avanti questo processo nelle prossime settimane.

“Ho anche sottolineato ad entrambi i leader che è necessario che i diritti e la sicurezza della popolazione di etnia armena nel Karabakh vengano presi in considerazione”, ha dichiarato il presidente Michel. Il presidente del Consiglio europeo ha enfatizzato il supporto dell’Ue che porterà avanti con entrambe le parti il lavoro del gruppo consultivo economico, e che cerca di promuovere lo sviluppo economico a vantaggio di entrambi i Paesi e delle loro popolazioni. “Inoltre, ho evidenziato l’importanza di preparare le popolazioni a una pace sostenibile a lungo termine. L’Ue è pronta a rafforzare il suo sostegno”, ha spiegato Michel.

La terminologia utilizzata dal presidente Charles Michel è del tutto coerente con quanto affermato dal presidente Ilham Aliyev durante l’incontro bilaterale. Ciò dimostra che Bruxelles accetta pienamente la nuova situazione nella regione dopo la guerra e assume una posizione obiettiva sulla questione, così come la leadership armena, allontanandosi dalle tendenze revansciste, si sta abituando alla nuova realtà, che le potrà senza dubbio portare benefici. Parlando delle questioni umanitarie, il presidente Michel ha menzionato sia lo sminamento, che la problematica delle persone disperse, entrambe questioni sollevate da parte dell’Azerbaigian. Inoltre, il riferimento ai “detenuti”, confuta l’affermazione della parte armena che ci siano prigionieri di guerra armeni in Azerbaigian. Il fatto che le parti abbiano convenuto sulla necessità di sblocco dei corridoi di trasporto tra l’Azerbaigian occidentale e il Nakhichevan, dimostra che si è raggiunto l’accordo sul corridoio di Zangazur, compresa la costruzione di ferrovie e autostrade. Charles Michel ha pronunciato il nuovo nome dell’ex regione del Nagorno Karabakh, sancito dalla legislazione azerbaigiana: Karabakh.

Con decreto presidenziale dell’Azerbaigian, è stato creato infatti, nell’ex regione del conflitto, il distretto economico del Karabakh. Il presidente Michel, inoltre, parlando dei diritti degli armeni in Karabakh, ha fatto riferimento a loro come popolazione, ovvero, un riconoscimento come una minoranza etnica in Azerbaigian. Per quanto riguarda i diritti della popolazione armena in Karabakh, Baku ha più volte affermato che tali armeni sono cittadini della Repubblica dell’Azerbaigian e che i loro diritti naturali e legali vengono garantiti come agli altri cittadini del Paese.

Tutto ciò significa che la questione dello status, in relazione all’ex regione del conflitto, che è inequivocabilmente riconosciuto a livello internazionale come territorio dell’Azerbaigian, è stata completamente rimossa dall’ordine del giorno e i diritti delle persone che vi risiedono saranno garantiti in conformità con la costituzione dell’Azerbaigian. In conclusione, il “formato Bruxelles”, per i negoziati tra Azerbaigian e Armenia, risulta essere una piattaforma diplomatica chiave e incontrastata per la risoluzione finale dei problemi tra i due Paesi. Una fiducia che è stata espressa anche da Charles Michel, che ha annunciato il prossimo incontro tra i leader dei due Paesi, che si vedranno nuovamente nel mese di luglio o di agosto.