Zelensky apre il G20 di Bali: gli interventi di Lavrov e Biden

La conferenza del G20 di Bali è iniziata con un videomessaggio del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha presentato ai leader del “G19” – così lo ha definito lui stesso, escludendo la Russia – una specie di formula per la pace, suddivisa in dieci punti. Il capo di Kiev, però, ha ribadito che “ora non è tempo di negoziare” con Mosca, escludendo di fatto una “Minsk 3”.

“Non permetteremo alla Russia – continua Zelensky – di ricostruire le sue forze”, nonostante si dica “convinto che ora sia il momento in cui la guerra deve e può essere fermata”, così il leader ucraino nel messaggio di apertura del meeting internazionale. Il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, ha assistito a tutta la proiezione senza lasciare la sala.

Zelensky, parlando categoricamente in ucraino, si è mostrato pronto a raggiungere un accordo con il Cremlino, ma a delle condizioni. La prima, è che venga rispettato il diritto di sovranità ucraino, sottolineando che “non possono esserci scuse per il ricatto nucleare”. Solo quando tutte lezioni belliche della Russia saranno terminate, si potrà redigere un documento di negoziato, che stabilisca i parametri della pace.

LAVROV: NON USARE L’ENERGIA PER SCOPI POLITICI

Poi, è il turno del ministro degli Esteri russo, rappresentante del Cremlino, che provocatoriamente sostiene che la guerra in Ucraina è stata “provocata da Washington”. Il suo discorso però si focalizza sul problema energetico, per il quale la Russia ha chiesto la rimozione degli ostacoli discriminatori nei mercati globali, e ha proposto di avviare un dialogo tra fornitori e consumatori.

“Ci siamo espressi a favore del rifiuto di politicizzare questi temi, in primo luogo, rifiutando di usare l’energia per regolare i conti politici, come è stato osservato per molti anni dall’Unione Europea in relazione allo stesso gasdotto Nord stream”, ha riferito Lavrov in conferenza stampa.

“Ci siamo espressi – conclude il ministro russo – affinché il G20 si occupi di questioni specifiche”, come “la rimozione di ogni ostacolo discriminatorio e artificiale dai mercati mondiali dell’energia e abbiamo proposto, infine, di aprire un dialogo libero e onesto tra i fornitori di energia e i suoi consumatori”.

BIDEN RINGRAZIA ERDOGAN PER IL CORRIDOIO DEL GRANO

Il presidente degli Stati Uniti, fresco di una “non sconfitta” alle elezioni di midterm, non perde tempo per incontrare e ringraziare il collega turco, Recep Tayyip Erdogan, a proposito del corridoio del grano. Joe Biden si riferisce all’accordo stipulato ad Ankara grazie alla mediazione della Turchia, dopo che Vladimir Putin si era – in un primo momento – tirato indietro. All’inizio di novembre la Russia aveva annunciato la sospensione dell’accordo. Un patto che, a partire dal 22 luglio scorso, ha permesso il passaggio di circa 10 tonnellate di grano attraverso il Mar Nero, bloccate fino a quel momento dal conflitto in Ucraina, e necessarie per la sopravvivenza dell’Europa e soprattutto dei Paesi in via di sviluppo.