Quell’asse Algeria-Russia-Iran

venerdì 25 novembre 2022


La settimana scorsa l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi e il presidente e direttore generale di Sonatrach, Toufik Hakkar, hanno inaugurato il Solar Lab in Algeria sudorientale, l’impianto fotovoltaico da 10 Mw.

“L’Algeria e l’Italia sono partner fidati da decenni e continueranno a lavorare insieme per una transizione energetica giusta, sostenibile e pragmatica”, ha fatto sapere Descalzi alla ricerca di fonti energetiche alternative, soprattutto a Mosca, che durante la stessa settimana si è accinta a intraprendere le prime manovre militari con l’Algeria al confine con il Marocco. Parliamo dell’operazione di addestramento Desert Shield, che durerà fino alla fine del mese, in coincidenza con un’escalation del riarmo regionale.

L’Algeria, quel “partner fidato”, ha annunciato che aumenterà il suo budget militare del 130 per cento nel 2023 per raggiungere il 12 per cento del suo Prodotto interno lordo (Pil), secondo le stime della stampa algerina, grazie all’aumento dei prezzi del gas e del petrolio. La Russia, principale fornitore di armi delle Forze armate algerine, aveva già organizzato lo scorso anno esercitazioni congiunte di commando in Ossezia del Nord, in una zona di confine con la Georgia.

Circa due mesi fa le forze algerine hanno anche partecipato a macro-manovre in cui sono stati schierati 50mila soldati a Vostok, nell’estremo oriente russo, nel Mar del Giappone. Mentre il “partner fidato” vende all’Italia per comprare in Russia, Antonio López-Istúriz White, eurodeputato spagnolo del Partito popolare, ha inviato un’interrogazione scritta all’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell, avvertendo delle minacce del Polisario e della collusione tra il gruppo separatista e l’Iran, chiedendo “informazioni” all’Ue su possibili rifornimenti di droni di fabbricazione iraniana al Polisario, il movimento nato nella regione del Sahara occidentale, per la quale i suoi appartenenti rivendicano l’indipendenza dal Regno del Marocco attraverso la lotta armata e grazie all’aiuto diplomatico, economico e – soprattutto – militare dell’Iran e della sua longa manus, gli Hezbollah libanesi.

“Quali informazioni concrete ha la Commissione sui droni iraniani forniti al Fronte Polisario?”, ha chiesto l’eurodeputato, sottolineando la necessità che l’Ue intervenga per prevenire l’escalation del conflitto nella regione che rappresenta i confini meridionali d’Europa e per impedire l’uso di questi droni iraniani che, secondo un recente scoop del Washington Post che cita fonti di intelligence americane e occidentali, potrebbero essere prodotti a Mosca in modo da evitare sanzioni a Teheran. Dunque, il nostro “partner fidato” favorisce la destabilizzazione dell’area, perché il Regno del Marocco dovrà difendersi dai droni iraniani nelle mani del Polisario – “Un pericolo che condurrà ad una escalation regionale inevitabile”, ci confermano fonti diplomatiche marocchine – e facilita l’indebolimento della sponda sud dei confini europei a favore di Russia e Iran. Pertanto, Algeri, varrà ancora una messa?


di Costantino Pistilli