Kiev al buio, il piano blackout non funziona

Kiev è di nuovo al buio. Dtek, società per l’energia elettrica ucraina, ha fatto sapere della ripresa delle interruzioni di corrente: “Si sta facendo tutto il possibile per garantire l’elettricità a ciascun utente. I programmi di blackout per la stabilizzazione non funzionano. Non appena riusciremo a riequilibrare la situazione, torneremo al piano a orari”.

“Ci incontriamo a Bucarest in un momento critico per la nostra sicurezza è il messaggio di oggi è chiaro: la Nato è qui, la Nato è vigile”. Così il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, a Bucarest, al congresso Aspen. E ha aggiunto: “Sosterremo l’Ucraina fino alla fine, non arretreremo. La guerra di Putin non ci ha fatto dimenticare altri partner, come Georgia, Moldova e Bosnia-Erzegovina, che sosterremo. In modo che possano difendersi”.

Poi ha continuato: “Il presidente Putin sta fallendo nella sua brutale guerra di aggressione. E sta rispondendo con maggiore brutalità. Vediamo un’ondata dopo l’altra di attacchi missilistici deliberati contro città e infrastrutture civili: case, ospedali e reti elettriche. È terribile per l’Ucraina. Se lasciamo che Putin vinca, tutti noi pagheremo un prezzo molto più alto, per molti anni a venire. Perché la lezione appresa dal presidente Putin e da altri leader autoritari sarebbe che possono raggiungere i loro obiettivi usando la forza bruta. Quindi saranno incoraggiati a usare ancora di più la forza. Questo renderà il nostro mondo più pericoloso. E tutti noi più vulnerabili”.

Secondo Stoltenberg, “è nel nostro interesse di sicurezza a lungo termine sostenere l’Ucraina. Sappiamo che la maggior parte delle guerre finisce al tavolo dei negoziati. Ma ciò che accade al tavolo dei negoziati, è inestricabilmente legato a ciò che accade sul campo di battaglia: per creare le condizioni per una pace duratura, che garantisca all’Ucraina di prevalere come Stato sovrano indipendente, dobbiamo continuare a fornire il sostegno militare all’Ucraina”.