Proteste in Cina, lo spiraglio: alleggerite le misure anti Covid

Le proteste e poi lo spiraglio, con segnali di alleggerimento per quanto concerne le misure anti Covid. Sono state giornate movimentate in Cina. Nella notte scontri tra manifestanti e polizia a Guangzhou. Contestazioni, queste, che sono andate ad aggiungersi alla levata di scudi che sta andando avanti contro le restrizioni sanitarie imposte per la politica di “tolleranza zero” al Covid.

Ci sarebbero filmati, a tal proposito, che hanno mostrato la polizia vestita di tute bianche e con scudi antisommossa che marciava in strada, nel distretto di Haizhu. Segnalato anche il lancio di oggetti contro le forze dell’ordine, intervenute per frenare le manifestazioni divampate nel weekend in varie città (come Pechino e Shangai). Una rabbia sfociata nella violenza, dopo circa tre anni di restrizioni anti-Covid, dove si sono susseguiti lockdown molto duri.

Una prima risposta vincente, per chi ha protesta, però sembra che sia arrivata. Un allentamento delle misure è stato registrato a Guangzhou, il capoluogo del Guangdong. Secondo quanto appreso, i distretti di Panyu, Liwan, Tianhe, Conghua e Huadu hanno cassato le aree di controllo della pandemia. Il distretto di Haizhu, ovvero il più colpito dai focolai del virus, ha permesso da oggi ai “contatti stretti qualificati” di essere messi in quarantena domiciliare. Nel frattempo, Antonio Tajani, ministero degli Esteri, ha detto: “I diritti umani vanno sempre rispettati, ovunque nel mondo, anche in Cina”.